
A due giorni dal voto che domenica deciderà il successore di Nestor Kirchner alla Casa Rosada, a farla da padrone è la noia suprema che regna su queste elezioni, “ravvivate” appena da un triplice omicidio di poliziotti a La Plata, dall’annuncio di un reality show con 20 tifosi delle squadre di serie A chiusi in una casa nella speranza di risolvere il problema della violenza negli stadi e da uno sciopero dei consumatori contro i prezzi alle stelle dei pomodori. Noia perché tutti i sondaggi, da mesi, danno per sicura vincente la moglie del presidente in carica, Cristina Elisabet Fernández de Kirchner. Noia perché il cardine della discussione pre-elettorale, sui giornali e sui siti ufficiali dei 13 candidati in lizza, è composto dalla trimurti “sicurezza-inflazione-corruzione”, tre problemi di cui gli argentini sentono parlare da decenni, da quando “el general” Juán Domingo Perón era ancora in sella. Noia, soprattutto, perché durante tutta la campagna non è stato possibile assistere a un “faccia a faccia” televisivo tra”i” e “le” presidenziabili.
In realtà giovedì sera, la mattina di ieri in Italia, il canale “all news” argentino Todo Noticias ci aveva anche provato ma, alla fine, Cristina ha preteso che la troupe si trasferisse a casa sua per registrare la prima “intervista esclusiva” a un media del paese del Tango e, dunque, il previsto dibattito in studio è saltato e la noia, mancando il confronto in diretta, ha fatto appisolare parecchi telespettatori in poltrona. Come se non bastasse non sono intervenuti né l’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna, colui che dopo il default di inizio 2002 del Paese rinegoziò i titoli del debito argentino, né Alberto Rodriguez Sáa, governatore della provincia di San Luis, “l’unico vero peronista candidato” a detta sua. Due tra i candidati più accreditati nel “dar fastidio” al trionfo di Cristina. Il motivo? Quello che inizialmente doveva essere una tavola rotonda all’americana, alla fine si è trasformata in una celebrazione dello “scoop”, ovvero la “prima intervista a Cristina”. 45 minuti per lei contro i 10-12 minuti concessi agli altri. Questo ha denunciato in studio un altro candidato presente, Jorge Sobisch, che si è messo a litigare in diretta con i conduttori proprio per questa disparità di trattamento. Sino ad ora l’unico momento della campagna elettorale in cui la noia è stata per un attimo superata…
Ma è stato solo un attimo. E che gli argentini siano tutt’altro che entusiasti di queste elezioni è confermato dai dati dei sondaggi, secondo i quali il 70% degli argentini non sono interessati a questa politica e non prestano attenzione alla campagna elettorale, mentre il 30% addirittura non dovrebbe andare a votare. Un’enormità in un Paese dove il voto è obbligatorio. Addirittura su 17mila telegrammi inviati per convocare scrutinatori e addetti ai seggi per domenica, 15mila sono stati respinti al mittente. Un gran rifiuto che ha costretto la Corte Suprema a precettare dipendenti pubblici per garantire un regolare andamento nel voto di domenica.
Della first lady e probabile futura presidentessa abbiamo già detto e letto tutto. L’unica novità, in effetti, è stata proprio l’intervista registrata in cui Cristina si è rivolta a tutti gli argentini, e non solo agli aficionados che ne seguono i comizi del Frente para la Victoria, il partito da lei creato dall’ennesima costola del defunto peronismo. Sui contenuti Cristina continua a sostenere che con lei il Paese potrà finalmente “cominciare il cambiamento”, si dice contro l’aborto ma a favore dei matrimoni gay e, soprattutto, nega che l’Indec, l’Istituto di statistica argentino, sia poco credibile e che l’inflazione sia più del doppio di quella ufficiale. Insomma, se oggi nei mercati di Buenos Aires i pomodori costano tre volte tanto rispetto all’anno scorso, “è perché non è stagione”.
Nonostante l’esito quasi scontato del voto di domenica, l’unica candidata che sembra avere una qualche speranza di portare al ballottaggio la moglie di Kirchner è Elisa “Lilita” Carrió, un’avvocata appoggiata dalla Coalición Cívica. I sondaggi la danno saldamente al secondo posto e per avere una qualche possibilità deve sperare che i tanti indecisi votino per lei ma che, soprattutto, Cristina non superi il 40 per cento delle preferenze. Il sistema elettorale argentino, infatti, prevede che se un candidato supera quel quorum con un vantaggio di 10 punti percentuale sul secondo, automaticamente viene eletto presidente. Ora, a detta degli ultimi sondaggi (per quanto possano valere i numeri nell’Argentina di oggi) il vantaggio tra Cristina e gli altri, incapaci di unirsi e fare fronte comune, è del 25% se non di più. Per questo l’unica speranza per Lilita di arrivare al secondo turno è che Cristina non superi il 40%. E, nel caso, dovrà riuscire a compattare l’opposizione a Lady Kirchner attorno a lei. Questa sí un’impresa davvero impossibile.
Cristina contro il Fmi: il video-spot della candidata
- Venerdì 26 Ottobre 2007

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Commenti
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Il 28 Ottobre 2007 alle 15:29 Menem: vi svelo l’altra faccia di Cristina Kirchner » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Argentina al voto Argentina: le news in tempo reale (fonte Google News) [...]
Il 29 Ottobre 2007 alle 0:04 paolo.manzo ha scritto:
Da Buenos Aires,
In base ai primi dati a disposizione, Cristina Kirchner ha vinto le elezioni con ampio margine ed è stata eletta presidente dell’Argentina, succedendo al marito Néstor Kirchner. La percentuale di oltre il 46% garantisce la vittoria a Cristina, senza necessità di un secondo turno. Seconda classificata, con circa il 23% di suffragi, Elisa “Lilita” Carrió
Il 29 Ottobre 2007 alle 2:45 paolo.manzo ha scritto:
Da Buenos Aires,
Con il 9,6% dei seggi scrutinati, cambia il panorama argentino.
Sempre in testa Cristina Kirchner che, tuttavia, perde 4 punti percentuali e scende al 42,3% che, al momento, continua ad essere eletta presidente senza necessità di un secondo turno.
Al secondo posto passa l’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna al 21,6%.
Al terzo posto Elisa “Lilita” Carrió con il 18,1%.
Keep tuned per nuovi aggiornamenti neñlle prossime ore…
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