- Tags: Giappone, sicurezza, terrorismo, Usa
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Dal 20 di novembre sia i turisti che si recheranno in Giappone sia i residenti stranieri che rientreranno nel Paese, di qualunque nazionalità siano, verranno sottoposti al rilevamento biometrico della propria immagine e delle impronte digitali. Solo i diplomatici e i ragazzi fino ai 16 anni verranno esentati da questa procedura.
Si tratta di nuove misure anti-terrorismo approvate nel pacchetto sicurezza presentato dal Ministro della Giustizia Kunio Hatoyama, che ha annunciato con fierezza che la normativa farà sì che il Giappone ritorni ad essere “il Paese più sicuro al mondo”. Non senza qualche gaffe. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il Ministro avrebbe precisato di essere a conoscenza “di un amico di un amico, connesso con al-Qaeda e coinvolto negli attentati di Bali del 2002, che sarebbe riuscito ad entrare più volte in Giappone servendosi di documenti falsi”. Una situazione che per Hatoyama non dovrà verificarsi mai più. Esternazioni immediatamente condannate dal nel Primo Ministro Yashuo Fukuda per la loro approssimazione.
Indipendentemente dalle polemiche, queste regole sono destinae a creare malumori nella numerosa comunità di espatriati in Giappone composta, rivela The Australian, da più di due milioni di stranieri ufficialmente residenti, a cui se ne aggiungono altri 170.000 che utilizzano visti da turista per lavorare.
Contro le nuove regole si è schierato Makoto Teranaka, Segretario Generale di Amnesty International in Giappone, che ha invitato il governo a rivedere una manovra giudicata discriminatoria verso gli stranieri e lesiva del fondamentale diritto alla riservatezza. La nuova normativa riproduce punto per punto lo “United States Visitor and Immigrant Status Indicator Technology program”, adottato dagli Stati Uniti, non senza polemiche, subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, e che ha costretto molti governi europei, compreso il nostro, ad introdurre il passaporto elettronico. Tuttavia, andrebbe ricordato che l’unico attacco terroristico subito dal Giappone risale al 1995, e venne messo in pratica da fanatici religiosi locali.
- Mercoledì 31 Ottobre 2007
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Il 22 Novembre 2007 alle 13:12 Giappone, niente visti di ingresso per i Velvet. Motivi di sicurezza » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Se nel 2005 per i Velvet Revolver l’organizzazione del tour giapponese era stata una passeggiata, nel 2007, la situazione è completamente cambiata. Con una decisione comunicata all’ultimo minuto, la band è stata infatti costretta a cancellare i quattro concerti in programma dal 26 al 30 novembre a Tokio, Osaka, Nagoya e Yokohama per promuovere il loro ultimo album, Libertad. La ragione? Le autorità si sono rifiutate di rilasciare i visti d’ingresso dopo l’introduzione del pacchetto sicurezza. Panorama.it aveva già annunciato che dal 20 di novembre recarsi in Giappone sarebbe stato più complicato per chiunque, tuttavia, nessuno si sarebbe mai immaginato che le nuove regole presentate dal Ministro della Giustizia Kunio Hatoyama avrebbero avuto effetto anche su una tournée definita parecchi mesi prima. [...]
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