
Di Antonietta Demurtas
“Sono due mesi che aspettiamo i soldi delle Ferrovie. Non possiamo permetterci di rischiare” . E così, per non rischiare Nicolò Luigi Gavotti, direttore generale della Keller, azienda costruttrice di treni con sede in Sardegna, preferisce fare affari con l’Iran. Sembra un azzardo, ma con Teheran, nonostante le minacce di una crisi internazionale, i tempi di pagamento sono più veloci di quelli italiani.
Proprio mentre gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro l’Iran e il segretario al Tesoro Henry Paulson ammonisce le banche a non avere relazioni commerciali con quelle iraniane, il governo di Teheran ha approvato l’accordo stipulato tra la Keller e la Raja Passenger Trains Company. L’azienda ha vinto la gara indetta dal gestore della rete ferroviaria iraniana Raja Passenger Trains Company per 15 treni composti da 6 carrozze ciascuno con una capienza di 500 persone. Appena dopo la firma definitiva sui contratti, la Raja Trains pagherà 150 milioni di euro cash. I primi convogli saranno consegnati nel 2010 al ritmo di uno al mese: sei partiranno pronti, gli altri nove saranno assemblati e collaudati in Iran dalla Wagon Sazi Kowsar Company, società iraniana che ha vinto la gara insieme all’azienda italiana.
La Keller, che ha sede a Villacidro (nella nuova provincia del Medio Campidano, ex provincia di Cagliari), ha battuto la concorrenza dei cinesi della Crc e si è anche aggiudicata la commessa per la progettazione del materiale ferroviario destinato alla tratta che collega Teheran con la città sacra di Qom. “Questo successo è il frutto di 6 anni di lavoro” racconta Marco Serpi, direttore commerciale della Keller, che ha seguito la gara d’appalto in Medio Oriente.
Ma la Keller ha ancora due problemi. Il primo è l’eccessiva dipendenza dalla Trenitalia, che anche nel 2007 coprirà il 72 per cento del business dell’azienda. Gavotti ricorda ancora il 1990, “quando la crisi delle Fs ci tarpò le ali e la Keller spa arrivò alla gestione straordinaria e alla cassa integrazione” . Da allora l’azienda si è trasformata sino a diventare nel 2000 Keller Elettromeccanica, società oggi partecipata per un terzo ciascuno dal gruppo Ciet di Arezzo, dal gruppo Busi di Bologna e dalla Hig holding di investimenti e di gestioni.
Il secondo problema è la mancanza di un forte sostegno finanziario: di qui la richiesta lanciata alla finanziaria di sviluppo regionale (Sfirs): “Abbiamo un portafoglio ordini che supera i 400 milioni di euro” afferma il direttore generale “ma per portare a termine queste operazioni occorrono molti soldi e la Sfirs potrebbe dare il proprio apporto”.
- Domenica 11 Novembre 2007

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.