
Pervez Musharraf vuole far dimenticare presto il colpo di mano con cui ha imposto lo stato d’emergenza e arrestato un gran numero di oppositori. Le elezioni legislative e amministrative si terranno regolarmente all’inizio di gennaio, ha fatto sapere ieri il presidente pachistano, annunciando che il Parlamento da rinnovare sarà sciolto il 15 novembre e che la consultazione sarà libera e democratica.
Le organizzazioni per i diritti umani dubitano però che l’attuale clima consenta l’esercizio del diritto di voto in modo normale. La scelta delle elezioni a gennaio e la promessa di lasciare l’uniforme di capo dell’esercito costituiscono probabilmente il pegno pagato da Musharraf all’amministrazione americana per continuare a riceverne l’appoggio (un appoggio che Washington considera peraltro obbligato, visto che teme l’ascesa al potere dei fondamentalisti vicini ai Taliban afghani) anche se certo la comunità internazionale chiede molto di più al presidente pakistano. L’apertura di Musharraf potrebbe consentire di tacitare anche una parte dell’opposizione. Benazir Bhutto, che continua a chiedere la revoca dello stato di emergenza e definisce però l’annuncio di Musharraf un “passo positivo“, conferma per domani, martedì, la marcia di protesta da Lahore a Rawalpindi. Un atteggiamento che le permette di conservare la sua immagine di oppositrice e guadagnare consensi, mentre, secondo molti analisti, dietro le quinte si preparerebbe l’accordo per il suo ritorno al potere come premier, in cambio dell’acquiescenza nei confronti del Presidente.
Secondo la stampa locale, inoltre, la Corte suprema del Pakistan si accingerebbe a riprendere l’esame dei ricorsi contro la rielezione di Pervez Musharraf - votata dal Parlamento il 6 ottobre- ed entro la fine della settimana dovrebbe deliberare. È il tassello mancante all’insediamento per il secondo mandato del presidente.
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- Lunedì 12 Novembre 2007

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Il 13 Novembre 2007 alle 10:44 Visto dalla stampa araba: Musharraf, il minore dei mali » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Musharraf annuncia le elezioni. Bhutto: bene, ma basta stato di emergenza - Lo stato di emergenza in Pakistan: tutti gli articoli pakistan: le news in tempo reale (fonte Google News) [...]
Il 27 Dicembre 2007 alle 15:57 Pakistan 2007: storia di un anno drammatico » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La fine del 2007 è stata per il Pakistan piena di avvenimenti drammatici. Ecco una cronologia: 8 SET - l’ex primo ministro Nawaz Sharif torna in patria dopo sette anni di esilio, ma è bloccato sull’aereo e rispedito in Arabia Saudita. 5 OTT - la Corte suprema autorizza le elezioni presidenziali indirette per il 6 ottobre ma rinvia il giudizio sulla legittimità della candidatura del presidente Musharraf. Musharraf firma con la Bhutto il patto di riconciliazione, che prevede un’amnistia sui reati di corruzione che hanno costretto l’ex premier ad un esilio volontario da otto anni. 6 OTT - In Parlamento e nelle quattro assemblee provinciali si svolge il voto indiretto per le elezioni presidenziali. L’opposizione boicotta. Musharraf è rieletto, ma il risultato resta in sospeso fino al giudizio della Corte Suprema. 8 OTT - Un elicottero della scorta del presidente precipita in Kashmir. Muoiono le 4 persone a bordo, tra cui due guardie del corpo del Presidente e un operatore della televisione di Stato. 18 OTT - Rientra a Karachi, in Pakistan, l’ex premier Benazir Bhutto. Migliaia di sostenitori per le strade per festeggiare. Al passaggio del corteo, un kamikaze si fa esplodere tra la folla. La Bhutto resta illesa, ma i morti sono almeno 139 e i feriti piú di 400. 30 OTT - A Rawalpindi, un kamikaze si fa esplodere ad un check point della polizia, a meno di due chilometri da una riunione di Musharraf con i vertici dei governi centrali e provinciali sulla situazione interna. I morti sono 7. 3 NOV - Musharraf proclama lo stato di emergenza. La Costituzione è sospesa. Il presidente della Corte suprema, Iftikhar Mohammed Chaudry, destituito e sostituito da Hamed Dogar, uomo vicino a Musharraf. Tra il 4 e il 5 novembre, la polizia arresta almeno 1.500 persone, tra cui molti avvocati, giudici e attivisti per i diritti umani. Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice avverte che gli Usa sono pronti a rivedere gli aiuti finanziari al Pakistan (12 miliardi di dollari). 7 NOV - Benazir Bhutto lancia un appello per una lunga marcia di protesta. 9 NOV - Musharraf ordina gli arresti domiciliari per la Bhutto per impedire la sua marcia. Bhutto di nuovo agli arresti domiciliari dal 12 al 15. 14 NOV - A Lahore, la polizia arresta l’ex star del cricket Imran Khan, leader di un partito di opposizione. Khan viene rilasciato il 21 novembre. 15 NOV - Musharraf termina il suo mandato e le due Camere sono sciolte. Musharraf nomina capo di un governo ad interim il presidente del Senato Mohammedmian Soomro. 16 NOV - L’inviato speciale Usa per il Pakistan John Negroponte inizia la sua missione. 19 NOV - La Corte Suprema pachistana respinge cinque dei sei ricorsi contro l’elezione di Musharraf a presidente. Il 22 la Corte Suprema respinge l’ultimo ricorso. 25 NOV - L’ex primo ministro Nawaz Sharif rientra a Lahore dall’esilio in Arabia Saudita. 29 NOV - Musharraf, che il giorno prima ha lasciato l’esercito, giura come presidente civile del Pakistan. 15 DIC - Musharraf revoca lo stato d’emergenza ed assicura che elezioni legislative previste a gennaio saranno assolutamente libere ed eque. 21 DIC - Un kamikaze si fa esplodere in una moschea nel distretto di Charsadda, tra i fedeli riuniti per l’Aid al-Adha. I morti nell’attentato sono almeno 54. Illeso l’ex ministro dell’Interno Aftab Ahmed Khan Sherpao. [...]
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