Si chiama “Camp Delta Standard Operating Procedures (Sop)”, è il manuale di detenzione che descrive in modo dettagliato le procedure utilizzate a Guantanamo, il carcere speciale gestito dagli Stati Uniti sull’isola di Cuba, ed è disponibile sul web. Nonostante il documento sia esplicitamente “For Official Use Only”. Il rapporto (238 pagine, in formato pdf) è stato pubblicato da utenti anonimi su Wikileaks.org, un sito che si batte per la libertà di stampa e contro la censura e che secondo Wired News è una sorta di Wikipedia il cui obiettivo è portare alla luce documenti riservati. Il materiale, datato 28 marzo 2003, comprende la mappa del campo, le misure per manipolare psicologicamente i detenuti, i metodi per intimidirli con i cani e i quattro livelli di accessibilità per la Croce Rossa internazionale (dal “nessun accesso” fino all’accesso “senza restrizioni”). Il Pentagono, sostiene Wired News, non ha voluto commentare l’accaduto. Amnesty International chiede da anni la chiusura di Guantanamo, considerato un campo di detenzione dove vengono violati i diritti umani.
- Mercoledì 14 Novembre 2007


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Febbraio 2008 alle 22:29 Il cittadino in rete ha scritto:
La risoluzione per la moratoria della pena di morte…
(Ecco il testo in italiano della risoluzione sulla moratoria della pena di morte approvata il 18 dicembre 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con 104 voti favorevoli, 29 astenuti e 54 contrari). L’Assemblea generale, guidata dagli obiet…
Il 20 Febbraio 2008 alle 15:51 LSDI : Oscurato Wikileaks, il sito online di “controintelligence� ha scritto:
[...] Negli ultimi mesi – ricorda Bruno - Wikileaks aveva dato spazio a documenti più che scottanti: un rapporto segreto su Guantanamo, campagne di propaganda, lo stato tedesco pronto a intercettare Skype. [...]
Il 5 Marzo 2008 alle 7:31 LSDI : Tolti i sigilli a Wikileaks ha scritto:
[...] Nei suoi otto mesi di vita Wikileaks ha dato spazio a documenti più che scottanti: un rapporto segreto su Guantanamo, campagne di propaganda, lo stato tedesco pronto a intercettare Skype. [...]
Il 10 Marzo 2008 alle 9:30 Il sito delle spiate che danno fastidio ai potenti » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Al suo debutto online, il settimanale Time ha usato parole grosse: “Potrà diventare importante per il giornalismo così come il Freedom Information Act”, ovvero la norma di riferimento per la libertà di espressione negli Stati Uniti. E, in questi primi anni di vita Wikileaks certamente ha mantenuto le promesse iniziali, facendo parlare di sé in diverse occasioni, non ultima la pubblicazione del regolamento segreto di Guantanamo. Oltre a migliaia di altre denunce circostanziate su magagne di istituzioni e colossi del business di mezzo mondo. Il tutto in maniera anonima (leaks vuol dire appunto “spiate”) per garantire maggiore trasparenza e libertà di espressione, senza paura di ritorsioni. Tanto che, qualche settimana fa una banca svizzera del gruppo Julius Baer ha provato a mettere il bastone tra le ruote di Wikileaks, citandola in giudizio per diffamazione. Dopo la decisione di un giudice californiano il sito è stato oscurato per qualche giorno, ma poi la sentenza è stata revocata. L’esperimento ormai inizia a dare fastidio sul serio. Soprattutto perché riesce a ospitare contenuti che nessun testata giornalistica o blog personale potrebbe mai pubblicare, senza essere immediatamente querelato per diffamazione. Certo, l’anonimato online è un tema molto caldo, che da sempre spacca gli utenti della rete: c’è chi lo difende a tutti i costi, ritenendolo un toccasana per la libertà di espressione (soprattutto nei paesi in cui la censura è all’ordine del giorno), e chi invece ne teme le possibili derive offensive e diffamatorie. Ma al di là di simili successi, il wiki si sta dimostrando una tecnologia ormai sempre più solida, in grado di cambiare molti rapporti di forza in rete (e non solo). Così come scrivevano già nel 2006 gli autori di “Wikinomics“, volume che indaga le profonde rotture provocate dal software collaborativo. Non solo nel campo della conoscenza (Wikipedia) e dell’informazione (Wikileaks), ma anche in settori come l’economia. In molte grandi imprese il wiki è ormai all’ordine del giorno, per la condivisione del know-how aziendale e la progettazione collaborativa. Ma c’è anche chi prova ad andare oltre: Dealipedia è un nuovo progetto basato su piattaforma wiki che punta a raccogliere tutte le informazioni (solitamente riservate e scarsamente divulgate) su acquisizioni, investimenti, fusioni. Lo scopo? Dar vita al più grande database di dati sul tema, ma anche rivelare quanto avviene dietro le quinte del mondo business. E, magari, tra non molto un titolo in borsa crollerà proprio per una rivelazione di Dealipedia. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.