- Tags: ferrovie, francia, germania, nicolas sarkozy, scioperi
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Il traffico ferroviario di tutta l’Europa settentrionale è in ginocchio dopo che allo sciopero dei ferrovieri francesi si è aggiunto nelle scorse ore quello dei loro colleghi tedeschi.
In Germania è bloccato gran parte del traffico merci - con la cancellazione del 40 per cento del servizio su base nazionale e un costo per l’economia nazionale di circa 50 milioni di euro al giorno - e di quello passeggeri, con conseguente incremento della circolazione di auto (+30 per cento intorno ai grandi centri urbani) e lunghe code. Il sindacato dei macchinisti tedesco (Gdl) ha minacciato oggi - nel mezzo dello sciopero ferroviario più importante nella storia della Germania - di proseguire a oltranza l’astensione dal lavoro in mancanza di una proposta negoziabile da parte dei vertici della Deutsche Bahn (Db): “non è più accettabile che un macchinista tedesco guadagni 1.200 euro al mese”, hanno detto i portavoce sindacali. Oggetto del contendere è proprio il rinnovo contrattuale: lo sciopero dovrebbe terminare alle 2:00 di sabato ma per ora la Db non pare intenzionata a riaprire la trattativa.

In Francia invece l’astensione dal lavoro - che coinvolge anche il trasporto urbano - prende le mosse dal progetto di riforma governativo del regime pensionistico speciale dei lavoratori dei trasporti. Il secondo giorno di sciopero ha gettato nel caos tutta la zona urbana intorno a Parigi (con un ingorgo di oltre 300 chilometri, questa mattina, sulle autostrade e strade nazionali intorno alle metropoli) ma, nonostante le dichiarazioni di rito, il sindacato sembrerebbe disposto a negoziare per cercare di risolvere il conflitto. Lo sciopero, comunque, proseguirà anche domani, per il terzo giorno consecutivo. Oltre ai ferrovieri, in questi giorni si sono fermate anche le aziende pubbliche dell’elettricità e del gas e hanno manifestato pure gli studenti universitari.
Nicolas Sarkozy ha fatto d’altra parte della riforma previdenziale uno dei provvedimenti simbolo della sua azione di governo. Su questo si gioca “la sua credibilità di riformatore”, ha scritto Le Monde. Nei prossimi giorni si capirà se Sarkozy terrà duro fino in fondo o sarà costretto a cedere come il predecessore Jacques Chirac, quando nel 1995 dopo tre settimane di blocco totale della Francia fu costretto a un’umiliante resa sempre sulla riforma delle ‘pensioni speciali’. La posizione di Sarkozy, secondo alcuni sondaggi, sembra però sostenuta dal 60 per cento circa dei francesi e domenica prossima, in Place de la Republique, scenderà in campo la “maggioranza silenziosa” che chiede la fine dei “blocchi”.
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- Giovedì 15 Novembre 2007


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Il 23 Novembre 2007 alle 18:16 Francia, i treni vanno ma si fermano le università » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Gli studenti dei “cosiddetti collettivi di lotta” hanno tentato di assestare una spallata alla donna che essi stessi presentano come l’incubo della gioventù francese: la bionda trentenne Valérie Pécresse, ministra dell’Istruzione superiore e dell’Università. Lo scorso luglio l’astuta Pécresse è riuscita a far approvare dal Parlamento, senza troppe polemiche, la sua legge per “l’autonomia delle università”, che tende in pratica a favorire l’afflusso di investimenti privati a beneficio degli atenei transalpini. Per un po’ nessuno ha protestato. Ma in ottobre, in coincidenza con l’inizio della mobilitazione dei ferrovieri contro la riforma pensionistica, sciopero ora concluso, le organizzazioni universitarie vicine ai partiti di sinistra – soprattutto quelle dominate dal Partito comunista e dai due movimenti trotzkisti in perenne concorrenza tra loro – hanno cominciato a dar vita ai “collettivi di lotta”. Adesso lo scontro è aperto e oggi i fautori della protesta hanno tentato a Parigi di occupare la Sorbona. È stata un’operazione maldestra, a cui la polizia ha potuto rispondere immediatamente senza particolari problemi, mentre le autorità accademiche decretavano la chiusura fino a lunedì del più celebre ateneo francese. Solo qualche giornalista superficiale ha preso lucciole per lanterne, sparando senza troppe verifiche la notizia dell’occupazione della Sorbona. In realtà nel pomeriggio di oggi l’università parigina è tranquillissima. E non a caso: è vuota all’interno e presidiata dalla polizia all’esterno. Un presidio che non ha comunque nulla a che vedere col gigantesco spiegamento di forze dell’anno scorso, all’epoca delle proteste giovanili contro il CPE (Contratto di primo impego). [...]
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