Venticinque milioni di britanicci “traditi” dal fisco. Tutti i loro dati personali, data di nascita, conto in banca, numeri delle assicurazioni…tutto è andato perduto nei sacchi delle poste. Proprio così: i parlamentari riuniti in parlamento stamattina devono essere rimasti a bocca aperta quando Alistair Darling, il Cancelliere dello Scacchiere (l’omologo del nostro ministro dell’Economia), ha raccontato una brutta storia che ha portato alle dimissioni del responsabile del fisco, Sir Paul Gray.
“Lost in the Post” si legge sul sito del quotidiano londinese The Guardian. E in effetti quanto è successo è di una tale semplicità da sconcertare: due hard disk con i dati fiscali di 7,25 milioni di famiglie britanniche, cioè tutte quelle che beneficiano di assegni di sostegno per i bambini, sono stati spediti da un funzionario dell’Hm Revenue and Customs (Fisco e Dogane di Sua Maestà) a un ufficio di Londra che li aveva richiesti, senza però seguire le dovute procedure di sicurezza ma affidandoli a un semplice corriere interno. E così quei dischi sono andati perduti.
E’ stata insomma inferta una profonda breccia nella tanto invidiata privacy di cui godono i cittadini di Sua Maestà. Tanto più che a rincarare la dose c’è anche dell’altro: i dischi sono stati inviati il 18 ottobre, ma la notizia della sparizione porta la data dell’8 novembre. Il Cancelliere Darling l’ha saputo il 10 novembre ma solo il 14 ha chiesto a Sir Gray di allertare la polizia. “Non era questo il modo in cui pensavo di lasciare il mio lavoro” ha detto responsabile del fisco Gray dopo aver rassegnato le dimissioni. Come a settembre, quando venne alla luce la vicenda della Northern Rock, la banca inglese travolta dalla crisi dei mutui, questa mattina milioni di britannici sono corsi a verificare il proprio conto corrente e stanno ora valutando di cambiarlo, nel timore di frodi e furti di identità.
- Mercoledì 21 Novembre 2007

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Commenti
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Il 21 Novembre 2007 alle 18:15 Dinheiro Internet - Blog de Dinheiro » Goodbye privacy: il fisco inglese si perde i dati di 7 milioni di famiglie ha scritto:
[...] Le HibOO » wrote an interesting post today!.Here’s a quick excerpt [IMG http://www.flickr.com/photos/h.....368912557/ Venticinque milioni di britanicci “traditi” dal fisco. Tutti i loro dati personali, data di nascita, conto in banca, numeri delle assicurazioni…tutto è andato perduto nei sacchi delle poste. Proprio così: i parlamentari riuniti in parlamento stamattina devono essere rimasti a bocca aperta quando Alistair Darling, il Cancelliere dello Scacchiere (l’omologo del nostro ministro dell’Economia), ha raccontato una brutta storia che ha portato alle d [...]
Il 22 Novembre 2007 alle 13:21 Rinunciate alla vostra privacy, vi renderemo più sicuri » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Goodbye privacy: il fisco inglese si perde i dati di 7 milioni di famiglie - Scusi, lei è un nativo digitale? - Chi insulta finisce davanti al giudice. E l’anonimato in Rete vacilla - La rivolta dei blog contro il nuovo Ddl sull’editoria [...]
Il 23 Novembre 2007 alle 5:57 asxmur ha scritto:
Anche l’Italia sgangherata ha il ponyespress,dove la posta viene consegnata a mano o altra ditte di consegna di documenti come abbiano potuto essere così leggeri, almano che non ci siano di mezzo i servizi segretti.
Il 19 Gennaio 2008 alle 17:33 L’anno nero della privacy è appena finito. E adesso? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Il 2007 è stato un anno nero per la privacy. In tutto il mondo e soprattutto nelle democrazie storiche. Con Malesia, Cina, Stati Uniti e Russia a contendersi il primato delle peggiori. E la Gran Bretagna che si riconferma il Big Brother più distratto (dopo alcune clamorose perdite di dati sensibili). L’Italia? Meglio di altri paesi europei, ma neanche troppo. Le uniche isole felici per la riservatezza restano Grecia, Romania e Canada. Queste le conclusioni dell’ultimo rapporto di Privacy International, organizzazione non governativa impegnata sul fronte del diritto alla privacy, che monitora lo stato dell’arte in 47 paesi del mondo. E che quest’anno punta il dito soprattutto contro l’Unione Europa: “Le iniziative di sorveglianza promosse da Bruxelles hanno causato un sostanziale declino della privacy, erodendo le protezioni anche in quei paesi che hanno sempre tenuto in buona considerazione il tema”. Il riferimento è alla Germania, scivolata dal primo al settimo posto in Europa dopo l’adozione di alcuni provvedimenti per la sicurezza (carte d’identità con le impronte digitali ed estensione dei sistemi di tv a circuito chiuso). Subito dopo la Germania, all’ottavo posto, troviamo l’Italia, paese “con buone salvaguardie ma deboli protezioni”. Il che, tradotto in parole semplici, vuol dire che, da una parte, abbiamo buone garanzie costituzionali (l’art. 14 e l’art.15), un ampio quadro normativo (tra cui il Codice della privacy del 2003) e un’Autorità di controllo (il Garante). Dall’altra, però, si registrano anche frequenti violazioni e abusi: il rapporto denuncia i discussi tabulati di Telecom e il recente provvedimento del governo Prodi (poi ritirato) per l’iscrizione di tutti i blog in un Registro. Ma ad allarmare maggiormente gli analisti di Privacy International è soprattutto l’eccessivo periodo di archiviazione dei dati telefonici e sul traffico Internet. Una questione di cui si è tornato a discutere all’inizio dell’anno dopo la proroga (a sorpresa) del Decreto Pisanu (legge 155/2005 “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”). Fino alla fine del 2008 tutti i dati sulle nostre conversazioni e connessioni alla rete risalenti al 2001 non potranno essere distrutti dai fornitori di servizio. Un periodo di oltre sette anni e mezzo che non ha eguali in Europa. A cominciare dai paesi maggiormente colpiti dal terrorismo: in Spagna e Inghilterra è previsto un tetto massimo di 12 mesi. [...]
Il 19 Aprile 2011 alle 11:08 Gran Bretagna: il copia incolla svela segreti dei sommergibili nucleari | Pino Bruno ha scritto:
[...] è la prima figuraccia digitale dell’amministrazione britannica. Nel novembre del 2007 il governo aveva “perduto” due dischi fissi che contenevano nome, indirizzo, data di nascita, numero di previdenza sociale e [...]
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