Lorenzo D’Auria e Daniele Paladini. Nei due mesi trascorsi tra il rapimento il 22 settembre scorso in Afghanistan dell’agente del Sismi, poi ferito a morte durante il blitz della sua liberazione, e l’attentato talebano di questa mattina a Pagman (a ovest di Kabul) in cui ha perso la vita il maresciallo capo dell’esercito, il contingente italiano non ha avuto tregua. Gli attacchi si sono intensificati e la violenza è cresciuta. Nel mirino, oltre ai civili e ai soldati afghani, c’erano spesso i nostri militari.
Il 16 novembre, nella provincia occidentale di Farah, un convoglio italiano è sfuggito a un attentato suicida e un militare è rimasto ferito, anche se in modo non grave. La notte successiva cinque razzi sono stati lanciati dai talebani sull’aeroporto di Herat, controllato dai soldati italiani dell’Isaf, senza fare vittime. In seguito a questi episodi le autorità italiane hanno dichiarato che altri due attacchi contro il nostro contingente si erano verificati, senza provocare feriti, il 9 e il 10 novembre.
Il sottosegretario alla Difesa, Marco Verzaschi, ha ammesso che “in Afghanistan perdura una condizione di instabilità e di pericolosità. E i più recenti attacchi ai militari italiani confermano quanto già emerso nei mesi scorsi. Alla base di tale instabilità”, ha spiegato Verzaschi, “si colloca evidentemente l’azione dei numerosissimi gruppi armati illegali, della più varia natura. Alcuni animati da finalità di tipo politico ancorché tra loro diverse, altri di natura eminentemente criminale”. Per quanto riguarda in particolare il rischio cui sono esposti i soldati italiani il sottosegretario ha aggiunto: “Uno spostamento parziale dei talebani nella zona sotto il controllo degli italiani si è registrato negli ultimi sei-otto mesi, durante i quali la situazione è sicuramente peggiorata”.
Le nostre forze armate sono impegnate in modo massiccio in Afghanistan. I militari del contingente sono circa 2.300, tra Kabul (oltre mille) ed Herat, nell’ovest del Paese. Tra poche settimane il comando della regione della capitale afghana sarà affidato all’Italia e questo comporterà un provvisorio aumento del numero dei soldati. Il Senior national representative, cioè l’ufficiale più alto in grado, è attualmente il generale di divisione Giorgio Battisti, che è inserito nel comando della missione Isaf della Nato.
Il Regional Command Capital, attualmente affidato alla Francia, dal prossimo dicembre sarà italiano, per otto mesi. In questo periodo il contingente sarà rafforzato da circa 250 militari: gli alpini della Taurinense stanno raggiungendo proprio in queste ore Kabul. L’Italia gestisce inoltre il Prt (Gruppo di ricostruzione provinciale) di Herat, uno dei quattro in cui è divisa la regione. Il generale Fausto Macor, inoltre, è il comandante dell’Isaf per l’intero settore ovest. Sia a Kabul sia ad Herat è presente anche una componente aerea.
LEGGI ANCHE: Soldato italiano morto in un attentato
- Sabato 24 Novembre 2007


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 25 Novembre 2007 alle 10:02 Prat_Pratico ha scritto:
Il 25 Novembre 2007 alle 11:15 aveyron ha scritto:
Messina, 25 novembre MMVII.
God curse united states of america!
Il 25 Novembre 2007 alle 19:26 mimmo136 ha scritto:
Dicono: siamo li per la pace!
ma non ci bastano tutti i nostri problemi?
Evidentemente no. ed anche per questo sia fatta la volontà di………..
grazie.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.