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Pakistan: Sos, nucleare a Bin Laden

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  • Tags: Benazir Bhutto, Karachi, Pakistan, Pervez-Musharraf, Shabaz-Sharif, stato-emergenza
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Di Pino Buongiorno

Salvare il Pakistan dalla dittatura di Pervez Musharraf. Salvare il mondo da un Pakistan fuori controllo, le cui bombe atomiche potrebbero finire in mano ai seguaci di Osama Bin Laden. È forte l’appello che lancia attraverso Panorama Shabaz Sharif, presidente della Lega dei musulmani del Pakistan, uno dei maggiori partiti di opposizione assieme a quello Popolare di Benazir Bhutto.
Il generale-presidente Musharraf ha confinato Sharif a Londra, così come ha esiliato a Gedda il fratello Nawaz, l’ex primo ministro rovesciato con un golpe nell’ottobre 1999. Otto anni dopo un altro colpo di mano di Musharraf: la proclamazione della legge marziale alla vigilia delle elezioni parlamentari.
È finita la democrazia in Pakistan o stanno finendo i giorni di Musharraf?
La situazione è assai grave. Tutti sanno che non ci sono fondamenta morali e legali per Musharraf, il quale rimane al potere solo grazie all’appoggio esterno degli Stati Uniti. Sono convinto che 160 milioni di pachistani sono fermamente determinati a combattere per i loro diritti e a mettere fine al dispotismo.

Tutto dipenderà anche dall’esercito, non crede?
Non avendo alcun supporto pubblico, di fronte alla condanna unanime di tutto il mondo e, ancora più importante, di fronte al deterioramento delle condizioni di sicurezza, le forze armate pachistane (che sono diventate sempre più obiettivo degli attacchi suicidi) si sono demoralizzate. È difficile immaginarle a fianco a Musharraf contro il popolo. In presenza di una protesta continua e di una potenziale violenza, i comandanti possono decidere da un momento all’altro di rovesciare Musharraf. È accaduto anche in precedenza in Pakistan.

Come mai il suo partito si è avvicinato a quello di Bhutto?
Stiamo lavorando giorno e notte per creare un grande movimento nazionale contro gli atti incostituzionali del dittatore. Benazir Bhutto ha violato la Carta della democrazia che aveva firmato con noi, e che prevedeva di non condividere il potere con l’esercito o con l’Isi, i potenti servizi segreti pachistani. Detto questo, noi riteniamo che nell’interesse del nostro paese dobbiamo tenere la porta aperta per ristabilire un’agenda comune. Daremo il benvenuto a Bhutto nel nostro movimento nazionale se lei lo vorrà, come sembra, e soprattutto se abbandonerà ogni contatto con il regime.

Si può considerare il Pakistan il paese più pericoloso al mondo, armato di bombe atomiche e covo di terroristi islamici?
Quando si elimina la democrazia, il risultato è la fragilità dello stato. L’attuale dittatura ha letteralmente condotto il nostro paese sull’orlo della distruzione.

Allora l’amministrazione americana ha sbagliato a fidarsi di lui?
Con tristezza devo rispondere di sì. Gli Stati Uniti hanno visto Musharraf come un agente del cambiamento. Errore gravissimo. Lui ha creato una leadership politica falsa, ha forgiato alleanze con le forze politiche islamiche e allo stesso tempo ha tolto ogni spazio ai leader moderati. Solo il ritorno alla democrazia può rimettere in carreggiata il mio paese.

Come mai il fondamentalismo religioso è ancora così forte, dopo 6 anni di alleanza del Pakistan con l’Occidente?
Perché fa comodo a Musharraf, che ha dato vita a politiche contraddittorie in modo da giustificare la guerra al terrore. Allo stesso tempo lui continua a ricordare ai pachistani che sta facendo il lavoro per conto degli americani perché non ha altra scelta. Questo ha creato un profondo odio nei cuori e nelle menti dei pachistani, sia contro Musharraf sia contro gli Stati Uniti e i loro alleati. La logica è semplice: l’oscurantismo alimenta nuovo oscurantismo.

  • redazione
  • Sabato 24 Novembre 2007
Stati Uniti, come funziona la macchina del fango »
« Afghanistan, i militari italiani al centro del mirino

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Il 20 Febbraio 2008 alle 13:03 Musharraf, a dispetto dei santi (e dei voti): “Non ho intenzione di lasciare” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] A chiederne le dimissioni si è aggiunto ieri anche Nawaz Sharif, ex primo ministro destituito nel colpo di Stato militare che nel 1999 ha portato al potere Musharraf. Il partito di Sharif, la Lega musulmana pachistana-N (Pml-N) è uscito seconda forza d’opposizione nelle elezioni, subito dopo il Partito popolare pachistano (Ppp) della leader assassinata Benazir Bhutto. Ora i due starebbero pensando a un governo di coalizione con il Pml-N. [...]

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