Sacre scritture made in China: viaggio nella fabbrica delle Bibbie

Uno striscione dei fedeli cristiani cinesi all'Angelus di Benedetto XVI
Nella cittadina di Nanjing, nei pressi di Shanghai, accanto ai complessi industriali di Ford e Motorola, è appena sorta una nuova fabbrica, la Amity Printing, specializzata nella stampa di un solo volume: la Bibbia. Che la Cina sia il regno delle contraddizioni non è una novità. Ma immaginare che, in un Paese dove ancora oggi si rischiano il carcere o la condanna a morte per la vendita non autorizzata di testi religiosi, a maggio 2008 verrà messo in funzione un nuovo stabilimento per stampare almeno un milione di Bibbie al mese - il 25% della produzione mondiale - lascia quanto meno spiazzati.

Peter Dean, responsabile della nuova stamperia, ha spiegato al South China Morning Post che, dal 1986 ad oggi, il gruppo Amity ha già messo in circolazione più di cinquanta milioni di Bibbie, di cui l’80% in lingua cinese, vendendole, tramite le chiese ufficiali, a 9,5 Yuan l’una, poco meno di un Euro. Tuttavia, non riuscendo a far fronte alla domanda di testi sacri in costante aumento, il gruppo ha deciso di investire in un nuovo complesso industriale. “Nonostante la nostra produzione abbia già raggiunto numeri significativi”, continua Dean, “solo il 60% dei cristiani della Cina continentale ha oggi accesso ai testi religiosi. È vero, il governo continua a punire severamente chi distribuisce le Bibbie illegalmente, ma questo non è il nostro caso. Inoltre, va notato che attualmente ci sono circa 55.000 chiese ufficialmente registrate nel Paese, e ne nascono almeno altre dieci ogni settimana, mentre le statistiche ufficiali sul numero di cristiani in Cina oscillano dai 40 ai 100 milioni. Questi numeri fanno lievitare la domanda di testi sacri, cui noi cerchiamo di far fronte, rispettando le regole”. Ovvero, vendendo le Bibbie direttamente alle chiese e non facendo proselitismo. Come? Facile, conclude Dean: “Basta non mettere icone cristiane nelle fabbriche ed evitare che gli operai siano sorpresi a parlare di religione”.

Commenti

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Il 10 Dicembre 2007 alle 11:57 Valori « Per il verso giusto ha scritto:

[...] Valori Sono molti di più di un miliardo… Tantissimi (anzi, troppi, se dirlo non fosse considerato spia di uno strisciante razzismo). Ieri erano comunisti duri e puri, poi qualche anno fa si sono affacciati all’economia di mercato e l’hanno stravolto. I cinesi, dico. Sono un miliardo e vivono in una condizione di perenne contraddizione: tantissimi poveri e altrettanti ricchi. Hanno ottenuto le Olimpiadi del 2008 (cominceranno l’8/8/08 alle 08.08 del mattino) ma dello spirito olimpico non sanno nulla e vivono facendo ogni giorno a pugni con i diritti umani. Hanno una crescita economica da paura, ma la stanno portando avanti senza il minimo rispetto per i diritti dei lavoratori, per l’ambiente, per l’energia pulita… A dire che la Cina sia il regno delle contraddizioni non si annuncia una grande novità. Ultimo, per ora, capitolo sul tema, questo: a Nanjing, nei pressi di Shanghai, accanto ai complessi industriali di Ford e Motorola, è appena sorta una nuova fabbrica, la Amity Printing, specializzata nella stampa di un solo volume: la Bibbia. E immaginare che, in un Paese dove ancora oggi si rischiano il carcere o la condanna a morte per la vendita non autorizzata di testi religiosi, a maggio 2008 verrà messo in funzione un nuovo stabilimento per stampare almeno un milione di Bibbie al mese (pari al 25% della produzione mondiale) fa un certo effetto, no?! Sarebbe come se, dopo aver rivalutato le tesi di Karl Marx nella sua ultima enciclica (solo le tesi, non le soluzioni) il Papa impiantasse in Vaticano un’azienda sola, con l’unico obiettivo di stampare, a getto continuo, Il Capitale. E poi dicono che, negli anni del relativismo spinto, non ci sono più valori di riferimento… Explore posts in the same categories: Chiesa, Dal mondo, News [...]

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