Pacs all’ungherese: il parlamento ha infatti approvato, con i voti della maggioranza di centrosinistra, il disegno di legge del governo sull’istituzione della “convivenza registrata”. In questo modo una coppia, eterosessuale o dello stesso sesso, si potrà registrare presso l’ufficio dell’anagrafe, e in quanto tale godere così di maggiori diritti civili.
La registrazione non ha però il valore di un matrimonio, perché non viene riconosciuto il diritto all’adozione, neanche dei figli del convivente. Per quanto riguarda le questioni di patrimonio e di eredità, i conviventi registrati hanno invece gli stessi diritti dei coniugati.
Per sciogliere la convivenza basta poi una dichiarazione congiunta davanti al notaio e per il patrimonio comune valgono le stesse regole applicate in caso di divorzio.
In Ungheria, come in altri paesi dell’Europa, il numero dei matrimoni è in calo: oggi quasi il 10 per cento delle persone sceglie la convivenza invece delle nozze.
- Martedì 18 Dicembre 2007

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