Con una vittoria schiacciante, il bulldozer, questo il soprannome del candidato del Grande Partito Nazionale Lee Myung Bak, ha riportato dopo dieci anni la presidenza della Corea del Sud al centrodestra. Confermando tutti i sondaggi, il 50% circa degli elettori ha scelto di dare alla destra la possibilità di risollevare le sorti del Paese. La promessa di “ricostruire la Repubblica di Corea e di aiutare la popolazione a ritrovare il sorriso” sembra aver messo in secondo piano persino le ombre di un presunto coinvolgimento del neo-presidente in uno scandalo finanziario del 2001. Classe 1941, Lee Myung Bak si è conquistato la fama di self made man con anni di duro lavoro alla Hunday, dove, da semplice impiegato, in poco più di un decennio è riuscito ad arrivare al vertice. “Se è stato in grado di guidare una multinazionale come la Hunday verso il successo internazionale, non vedo perchè non possa risollevare le sorti della nostra economia” ha sintetizzato con efficacia un tassista di Seoul al Korea Herald. Per gli analisti, i coreani hanno privilegiato il voto pragmatico, e Lee Myung Bak è pronto a rispondere alle aspettative di riforma economica degli elettori con la “Korea 747 Vision”, portando dal 3 al 7% il tasso di crescita del Paese, raddoppiando il reddito pro-capite -raggiungendo i 40 mila dollari americani- e trasformando la Corea nella settima economia mondiale (oggi è la tredicesima). All’accusa del centrosinistra di voler ridurre drasticamente le spese per il welfare, Lee controbatte sostenendo che con una crescita del 7% verranno creati almeno 600 mila nuovi posti di lavoro, il tasso di disoccupazione scenderà dall’8 al 3%, e grazie a una classe media numericamente più ampia la qualità della vita migliorerà in tutto il Paese.
Cambiamenti significativi si prevedono anche in politica estera: il Presidente ha già dichiarato di voler porre fine alla sunshine policy nei confronti della Corea del Nord per allinearsi alla posizione più cauta tenuta fino ad oggi da Giappone e Stati Uniti. Tuttavia, per poter dar seguito alle promesse fatte, Lee Myung Bak dovrà prima superare un’altra prova molto impegnativa: uscire indenne dall’accusa di corruzione della commissione d’indagine indipendente istruita dal parlamento due giorni prima delle elezioni. Possibilmente, prima di prendere servizio. Il 25 febbraio.
- Giovedì 20 Dicembre 2007


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