
54 morti e centinaia di feriti. Non c’è tregua per il Pakistan dove dall’inizio dell’anno sono state uccise, nella guerra in corso tra l’esercito e le bande ribelli, oltre 750 persone, trecento delle quali appartenenti alle milizie jihadiste. Questa volta l’obiettivo era una moschea gremita nel distretto di Charsadda, 40 km a nord ovest da Peshawar, dove stava pregando anche l’ex ministro dell’interno pachistano, Aftab Ahmed Khan Sherpao, uomo di Pervez Musharraf e candidato alle prossime elezioni politiche in Pakistan di gennaio.
Si tratta del quarto attentato suicida avvenuto da quando, due settimane fa, Musharraf ha revocato lo stato d’emergenza. Una revoca che aveva spiegato con il fatto che l’esercito era riuscito, grazie a misure eccezionali, a riportare l’ordine nel Paese. Non è casuale nemmeno la scelta della moschea di Markazi Jamia Masjid, da un lato perché è quella del villaggio natale di Sherpao, il vero obiettivo dell’attentatore, dall’altro perché era in corso la grande festa del sacrificio di Abramo e Isacco. Il kamikaze, seduto nella seconda fila, si è fatto esplodere a pochi metri dall’ex ministro che è uscito miracolosamente illeso e che già il 28 aprile era scampato ad un altro attentato che uccise 28 persone nella stessa zona mentre stava tenendo un comizio.
Nella zona della provincia del nord ovest, specialmente nella regione dello Swat, l’esercito pakistano sta portando avanti da anni una guerra contro terroristi e militanti talebani, guidati dal mullah Maulana Fazlullah. E nonostante il governo abbia dichiarato la regione libera dai terroristi, la verità è sotto gli occhi di tutti: un portavoce del maulana ha recentemente avvertito che i militanti islamici sono pronti a realizzare altri attacchi se il governo e l’esercito non cesseranno le loro operazioni nell’area.
Il videoservizio
- Venerdì 21 Dicembre 2007

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Il 27 Dicembre 2007 alle 15:58 Pakistan 2007: storia di un anno drammatico » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La fine del 2007 è stata per il Pakistan piena di avvenimenti drammatici. Ecco una cronologia: 8 SET - l’ex primo ministro Nawaz Sharif torna in patria dopo sette anni di esilio, ma è bloccato sull’aereo e rispedito in Arabia Saudita. 5 OTT - la Corte suprema autorizza le elezioni presidenziali indirette per il 6 ottobre ma rinvia il giudizio sulla legittimità della candidatura del presidente Musharraf. Musharraf firma con la Bhutto il patto di riconciliazione, che prevede un’amnistia sui reati di corruzione che hanno costretto l’ex premier ad un esilio volontario da otto anni. 6 OTT - In Parlamento e nelle quattro assemblee provinciali si svolge il voto indiretto per le elezioni presidenziali. L’opposizione boicotta. Musharraf è rieletto, ma il risultato resta in sospeso fino al giudizio della Corte Suprema. 8 OTT - Un elicottero della scorta del presidente precipita in Kashmir. Muoiono le 4 persone a bordo, tra cui due guardie del corpo del Presidente e un operatore della televisione di Stato. 18 OTT - Rientra a Karachi, in Pakistan, l’ex premier Benazir Bhutto. Migliaia di sostenitori per le strade per festeggiare. Al passaggio del corteo, un kamikaze si fa esplodere tra la folla. La Bhutto resta illesa, ma i morti sono almeno 139 e i feriti piú di 400. 30 OTT - A Rawalpindi, un kamikaze si fa esplodere ad un check point della polizia, a meno di due chilometri da una riunione di Musharraf con i vertici dei governi centrali e provinciali sulla situazione interna. I morti sono 7. 3 NOV - Musharraf proclama lo stato di emergenza. La Costituzione è sospesa. Il presidente della Corte suprema, Iftikhar Mohammed Chaudry, destituito e sostituito da Hamed Dogar, uomo vicino a Musharraf. Tra il 4 e il 5 novembre, la polizia arresta almeno 1.500 persone, tra cui molti avvocati, giudici e attivisti per i diritti umani. Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice avverte che gli Usa sono pronti a rivedere gli aiuti finanziari al Pakistan (12 miliardi di dollari). 7 NOV - Benazir Bhutto lancia un appello per una lunga marcia di protesta. 9 NOV - Musharraf ordina gli arresti domiciliari per la Bhutto per impedire la sua marcia. Bhutto di nuovo agli arresti domiciliari dal 12 al 15. 14 NOV - A Lahore, la polizia arresta l’ex star del cricket Imran Khan, leader di un partito di opposizione. Khan viene rilasciato il 21 novembre. 15 NOV - Musharraf termina il suo mandato e le due Camere sono sciolte. Musharraf nomina capo di un governo ad interim il presidente del Senato Mohammedmian Soomro. 16 NOV - L’inviato speciale Usa per il Pakistan John Negroponte inizia la sua missione. 19 NOV - La Corte Suprema pachistana respinge cinque dei sei ricorsi contro l’elezione di Musharraf a presidente. Il 22 la Corte Suprema respinge l’ultimo ricorso. 25 NOV - L’ex primo ministro Nawaz Sharif rientra a Lahore dall’esilio in Arabia Saudita. 29 NOV - Musharraf, che il giorno prima ha lasciato l’esercito, giura come presidente civile del Pakistan. 15 DIC - Musharraf revoca lo stato d’emergenza ed assicura che elezioni legislative previste a gennaio saranno assolutamente libere ed eque. 21 DIC - Un kamikaze si fa esplodere in una moschea nel distretto di Charsadda, tra i fedeli riuniti per l’Aid al-Adha. I morti nell’attentato sono almeno 54. Illeso l’ex ministro dell’Interno Aftab Ahmed Khan Sherpao. [...]
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