
Col benestare di Europa e Stati Uniti continua la corsa dei Paesi arabi al nucleare civile. Quelli tra Francia e Libia sono solo l’ultimo episodio di una lunga catena di accordi di cooperazione in materia tra Ue e Paesi del Maghreb. La vicina Algeria, che già da tempo dispone di reattori monitorati dall’Aiea (uno fornito dalla Cina, un altro dall’Argentina), ha firmato a settembre un’intesa con gli Stati Uniti per lo scambio di conoscenze e lo sviluppo di progetti comuni. Ma Algeri intende cooperare anche con l’Egitto, altro Paese interessato al nucleare. E a sua volta la Russia sostiene lo sviluppo dell’energia atomica in Marocco e in Arabia Saudita, mentre la Tunisia trova nella Francia una sponda per lo sviluppo di un progetto nucleare. Giordania, Emirati Arabi e altri staterelli del Golfo seguono a ruota.
Se il nucleare fa tendenza è perché lo si vuole utilizzare per scopi di desalinizzazione e come fonte di energia alternativa. Anche i Paesi produttori di petrolio non vogliono farsi trovare impreparati quando il greggio nel sottosuolo si esaurirà. Ma la fretta con cui la moda si sta diffondendo fa pensare che dietro ci sia la volontà di dotarsi di una tecnologia che - prima o poi - potrebbe essere applicata a scopo bellico, anche solo come deterrente. Magari contro l’Iran sciita (che peraltro continua a sostenere il carattere civile del proprio progetto nucleare), visto ormai come rivale dal mondo arabo (sunnita) e in particolare dai sauditi. Ma l’Occidente non sembra preoccuparsene troppo e anzi incoraggia l’uso dell’energia atomica, come nel caso della Libia, che dopo aver rinunciato
alle applicazioni militare del nucleare ha ottenuto l’aiuto francese per la costruzione delle sue centrali. L’accordo, formalizzato nelle scorse settimane durante la visita di Gheddafi a Parigi, sarebbe stato una delle contropartite richieste del leader libico alcuni mesi fa in cambio della liberazione delle infermiere bulgare condannate da un tribunale di Tripoli.
- Venerdì 28 Dicembre 2007

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Il 21 Gennaio 2008 alle 9:00 Medioriente, la nuova grandeur francese » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Gli accordi firmati da Sarkozy negli emirati riguardano anche forniture militari ed energetiche come la vendita di tre modernissimi reattori atomici per la produzione di energia a scopi pacifici e in progetti di desalinizzazione delle acque. Nel suo recente viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, Sarkozy ha quindi replicato gli accordi commerciali ed energetici già raggiunti negli ultimi mesi con Libia e Algeria che prevedono forniture di armi e centrali atomiche a paesi che produttori di petrolio e gas il cui sfruttamento coinvolge anche società francesi. Un’iniziativa pragmatica tesa a consolidare il ruolo della Francia come grande potenza presente nelle aree ritenute di interesse strategico prioritario e non solo in quelle tradizionalmente sotto l’influenza di Parigi. [...]
Il 21 Gennaio 2008 alle 14:44 Medioriente, la nuova grandeur francese » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Gli accordi firmati da Sarkozy negli emirati riguardano anche forniture militari ed energetiche come la vendita di tre modernissimi reattori atomici per la produzione di energia a scopi pacifici e in progetti di desalinizzazione delle acque. Nel suo recente viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, Sarkozy ha quindi replicato gli accordi commerciali ed energetici già raggiunti negli ultimi mesi con Libia e Algeria che prevedono forniture di armi e centrali atomiche a paesi che produttori di petrolio e gas il cui sfruttamento coinvolge anche società francesi. Un’iniziativa pragmatica tesa a consolidare il ruolo della Francia come grande potenza presente nelle aree ritenute di interesse strategico prioritario e non solo in quelle tradizionalmente sotto l’influenza di Parigi. [...]
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