- Tags: elezioni, Kenya, Mwai-Kibaki, nairobi, Raila-Odinga
- 2 commenti

Mwai Kibaki è stato rieletto Capo dello Stato del Kenya: ha giurato nei giardini della State House, a poco più di un’ora della proclamazione ufficiale della sua vittoria. Sono duecentomila i voti di differenza con Raila Odinga, lo sconfitto che sembrava a un passo dall’elezione e ora parla di frode. Subito dopo l’annuncio sono esplosi incidenti violenti sia a Kibera, il più grande slum dell’Africa orientale, quasi inurbato in Nairobi, che a Kisumu, nell’ovest della nazione, sul lago Vittoria. Kibera è un feudo storico di Raila Odinga, Kisumu è il cuore dell’area abitata dall’etnia Luo, quella a cui appartiene appunto Odinga. Una notizia flash data con una scritta in sovrimpressione dalla televisione di Stato durante la ripresa cerimonia di giuramento parla inoltre di dieci persone uccise a Kisii, due a Kakamega sempre nell’ovest, ed un morto a Kisumu del Paese, senza aggiungere altro.
Kibaki è diventato il terzo presidente della nazione nel 2002, grazie all’aiuto di Odinga. Durante il suo primo mandato ha evitato conflitti in Kenya e ha favorito lo sviluppo dell’economia. È stato il primo africano a laurearsi con il massimo punteggio alla London School of Economics. Deputato fin dalla prima legislatura (1963), lo è sempre rimasto. Più volte ministro è stato per dieci anni vicepresidente di Daniel arap Moi, dal quale poi si allontanò. Rimase relativamente in disparte fino a quando fu chiamato alla trionfale vittoria della fine del 2002: in quell’anno divenne presidente alla testa della coalizione ‘Arcobaleno’ che pose fine ai 26 anni di ‘regno’ di Moi. Nato nella zona del monte Kenya (il suo entourage è significativamente definito ‘Mount Kenya Mafia’), è di etnia kikuyu, la principale delle circa quaranta del Kenya. Ha una moglie ufficiale e quattro figli. E una seconda moglie con una figlia a tutti nota, ma mai riconosciuta.
LEGGI ANCHE: Kenya, quasi una rivoluzione: Odinga a un passo dalla rivoluzione
- Domenica 30 Dicembre 2007

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 31 Dicembre 2007 alle 17:45 Violenza in Kenya, la Farnesina: Non partite » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Insomma, bisogna stare attenti e non sottovalutare la difficile situazione di queste ultime ore, tenendo presente che “si registra nei maggiori centri urbani e nelle località turistiche del Paese (Malindi in particolare e Diani) una recrudescenza della criminalità comune, in alcuni casi con aggressioni anche a mano armata ai danni degli occidentali”. Fondamentale, quindi, non ostentare oggetti di valore e non recarsi in quartieri poveri, cercando di muoversi solo durante il giorno e mai di notte. Se proprio la partenza non si può rimandare la Farnesina suggerisce di registrare i dati del viaggio che si intende effettuare in Kenya sul sito: http://www.dovesiamonelmondo.i.....t. Prima del viaggio si consiglia, inoltre, di munirsi di una copertura assicurativa internazionale che preveda, sia la copertura di eventuali spese mediche e ricoveri sul posto, sia il rimpatrio sanitario d’emergenza. Infine si ricorda che il secondo aeroporto di Nairobi, il ‘’Wilson Airport’’, versa in una situazione preoccupante in quanto i voli provenienti dalla Somalia, con numerosi profughi, non sono soggetti a controlli conformi ai parametri occidentali. Andrebbe, quindi evitato. LEGGI ANCHE: Kibaki eletto presidente, scoppia la rivolta - Kenya, quasi una rivoluzione [...]
Il 21 Ottobre 2008 alle 11:56 Il Kenya che cambia volto nel mito di Barack Obama » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Secondo gli analisti locali, la fama di Obama è legata anche alla sua figura di leader nazionale, che fa a pugni con l’immagine che i parlamentari keniani diedero di sé durante la crisi dello scorso dicembre, quando a séguito delle contestate elezioni presidenziali gli scontri tra milizie etniche provocarono più di mille morti, gettando il Paese nel caos. L’evidente contraddizione non ha impedito ai politici locali di cavalcare l’onda del fenomeno Obama: l’anno scorso Nicholas Majura, un oscuro candidato alle parlamentari, improntò tutta la campagna elettorale sul fatto di essere un cugino (di quale grado non è dato sapere) di Obama. Quella volta, però, neanche all’aura del senatore di Chicago riuscì il miracolo. Majura è rimasto fuori dal Parlamento, a tifare Obama come tutti gli altri. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.