
Sono sicuramente cinque, forse sei i candidati che sfideranno il presidente uscente Mikhail Saakashvili nelle elezioni presidenziali georgiane del 5 gennaio. Il sesto, il controverso magnate Badri Patarkazishvili, prudenzialmente esiliatosi a Londra in novembre dopo la proclamazione dello stato di emergenza, resta ambiguo sulla sua partecipazione: ha annunciato il ritiro il 27 dicembre, precisando però che lo renderà effettivo solo il 4 gennaio, alla vigilia del voto.
Gaceciladze, il rivale
Il più accreditato sfidante di Saakashvili è comunque Levan Gaceciladze, 43 anni, imprenditore e un tempo alleato dell’attuale rivale. Filo-occidentale e favorevole all’adesione alla Nato - che sarà oggetto di un quesito referendario nel voto del 5 dicembre - ha raccolto l’appoggio della maggior parte dei partiti di opposizione e si batte per un “ritorno ai principi etici” a suo dire dimenticati dal presidente uscente.
Gamkrelidze, il conservatore
Ha un suo seguito anche il conservatore David Gamkrelidze, 43 anni, che aveva disertato la ‘rivoluzione delle rose’ del 2003 riuscendo comunque, unico fra i non rivoluzionari, a ottenere il 7% dei voti nelle legislative seguite al rovesciamento del vecchio potere. È contrario al sistema presidenziale, al quale preferisce una monarchia costituzionale o un protettorato da parte del patriarca della chiesa ortodossa georgiana Ilia, con una repubblica parlamentare. È favorevole all’adesione alla Nato, ma vorrebbe migliori relazioni con la Russia.
Natelashvili, il fiorusso
Shalva Natelashvili, 49 anni, è un vecchio critico di Saakashvili, e aveva appoggiato il presidente Eduard Shevardnadze durante la rivoluzione delle rose. E’ fra i più filo-moscoviti dei candidati, e recentemente ha subito un’accusa, poi ritirata, di tradimento in favore della Russia. Populista, vorrebbe la rinazionalizzazione dei settori che considera ’strategici’.
Mesashvili, pragmatico filooccidentale
Ghiorghi Mesashvili, 45 anni e alle spalle studi ad Harvard, aveva lasciato nel 2003 un posto di prestigio alla Enron per diventare consigliere economico del presidente. Ma la rottura è arrivata presto. Quest’anno ha fondato un suo Partito del futuro con un forte programma anticrisi. E’ favorevole all’ingresso nella Nato.
Sarishvili, filorussa e donna
Irina Sarishvili è l’unica candidata donna. Filorussa e anti-Nato, è filologa di formazione e guida una organizzazione non governativa contraria a Saakashvili.
- Mercoledì 2 Gennaio 2008

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Commenti
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Il 2 Gennaio 2008 alle 17:54 Perché è importante il voto in Georgia » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sull’esito del referendum per l’ingresso nell’Alleanza atlantica - che non avrà effetti pratici immediati - c’è poca suspence. Secondo i più recenti sondaggi, quasi il 90% dei georgiani è favorevole. Meno scontata, anche se largamente data per probabile, è la riconferma di Saakashvili: i giornali governativi e anche qualche testata indipendente danno al protagonista della rivoluzione delle rose un 40% di preferenze, in nome di una sospirata stabilita’. Ma non tutti concordano, e qualche media locale vede anzi in vantaggio il campione delle opposizioni unite, l’imprenditore Levan Gaceciladze. L’ipotesi di un ballottaggio dall’esito incerto rimane in piedi. [...]
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