
Ancora tre giorni per convincere gli elettori, soprattutto quella percentuale di indecisi che i sondaggi calcolano intorno al 25% : sono ormai allo sprint finale i sei candidati che si contenderanno la vittoria nelle elezioni presidenziali anticipate del 5 gennaio in Georgia. E gli elettori sono chiamati a pronunciarsi anche su un quesito puramente accademico sul piano giuridico, ma fortemente simbolico su quello politico: l’adesione alla Nato, vista come fumo negli occhi dal potente vicino russo, che dalla rivoluzione delle rose del 2003 e dall’ascesa al potere del filo-occidentale Mikhail Saakashvili ha toccato il punto più basso nelle relazioni bilaterali, comunque sempre difficili dopo il crollo dell’Urss.
Sull’esito del referendum per l’ingresso nell’Alleanza atlantica - che non avrà effetti pratici immediati - c’è poca suspence. Secondo i più recenti sondaggi, quasi il 90% dei georgiani è favorevole. Meno scontata, anche se largamente data per probabile, è la riconferma di Saakashvili: i giornali governativi e anche qualche testata indipendente danno al protagonista della rivoluzione delle rose un 40% di preferenze, in nome di una sospirata stabilita’. Ma non tutti concordano, e qualche media locale vede anzi in vantaggio il campione delle opposizioni unite, l’imprenditore Levan Gaceciladze. L’ipotesi di un ballottaggio dall’esito incerto rimane in piedi.
Il ‘ragazzo d’oro’ della svolta a Occidente vede la sua immagine molto offuscata da quel lontano 2003 nel quale si presentava, con una rosa in mano, al palazzo del potere e otteneva nelle presidenziali del 2004 il 96% dei voti. Scandali, omicidi eccellenti, una corruzione comunque persistente nonostante le numerose campagne avviate, una classe di ‘oligarchi’ che non ha nulla da invidiare a quella russa, una distribuzione delle ricchezze che lascia al margine i più, e soprattutto lo scivolone autoritaristico con cui in novembre Saakashvili ha decretato lo stato di emergenza contro un’ondata di manifestazioni a lui ostili hanno tolto molto fascino al personaggio.
La veloce marcia indietro, con la proclamazione delle presidenziali anticipate, e il dignitoso farsi da parte lasciando l’interim presidenziale al capo del parlamento Nino Burdzhanadze, sono stati interpretati dai piu’ come un ossequio alle strigliate del dipartimento di stato americano, che aveva inviato a Tbilisi un suo emissario per ricondurre il ‘pupillo’ Saakashvili alla ragione. L’apparato amministrativo, sostiene l’opposizione, e’ ancora saldamente in mano al presidente uscente, e la campagna elettorale ne risulta squilibrata. In circa 30.000 sabato sono scesi in piazza per protestare preventivamente contro i brogli. A monitorare la correttezza del voto nei 3.4000 seggi allestiti in tutto il paese e’ peraltro arrivata una nutrita delegazione di osservatori internazionali: circa 1.000 fra i rappresentanti del Consiglio d’Europa, dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce), dell’Unione europea (Ue)e della Csi (Comunita’ di stati indipendenti) , ai quali si sono aggiunti singoli rappresentanti da Europa, Usa e Asia.
- Mercoledì 2 Gennaio 2008

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Il 3 Gennaio 2008 alle 9:42 Georgiaal voto: Saakashvili, il Giano Bifronte » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Perché è importante il voto in Georgia Panorama Canali Mondo Georgiaal voto: Saakashvili, il Giano Bifronte [...]
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