
Da giorni i media parlano di un imminente rimpasto di governo in Francia. Il premier Francois Fillon smentisce e taglia corto: “I cambi di solito di fanno nel momento in cui non se ne parla”, fa notare. Ma le pagelle che valuteranno il lavoro di ogni membro dell’esecutivo ci saranno e saranno decisive al momento dell’eventuale giro di poltrone.
Il portavoce del governo Laurent Wauquiez non le chiama pagelle, come fa invece Le Monde, “indicatori di risultati”, che serviranno ad “aggiustare il tiro”, “a spiegare ciò che cambia concretamente”, “a valutare ogni ministro”. Il quotidiano spiega che Fillon, facendo ricorso anche a consulenti privati, ha stabilito “trenta criteri di performance” per valutare il lavoro dei ministri.
Ad esempio: il ministro dell’Immigrazione, Brice Hortefeux, sarà giudicato sulla base degli immigrati espulsi e di quelli che hanno avuto un permesso per motivi di lavoro; la sua collega dell’Università, Valerie Pecresse, dovrà dire quanti atenei hanno scelto l’autonomia e quanti studenti hanno abbandonato dopo il primo anno; quello della Cultura, Christine Albanel, sarà valutata sulla “parte di mercato dei film francesi in Francia”.
Le pagelle non sono una novità. Nicolas Sarkozy l’aveva annunciato il 29 maggio scorso dopo la formazione del governo: ai ministri verranno assegnati “degli obiettivi che permetteranno di valutare i loro risultati” nell’ambito “dell’azione avviata per modernizzare in profondità il nostro paese”. Al termine di questo esame, che durerà alcune settimane, ci saranno i ministri promossi e quelli bocciati. Probabilmente l’elenco si conoscerà, e quindi si farà il rimpasto di governo, dopo le elezioni municipali del 9 e 16 marzo prossimo. Un test politico importante per Sarkozy, a un anno dall’elezione a capo dello Stato.
Intanto ci sono già sui bocciati e circolano i nomi dei possibili sostituti. Fra quelli che potrebbero partire, secondo Le Monde, ci sono Morin (Difesa), Barnier (Agricoltura), Albanel (Cultura), Boutin (Casa), ma anche Alliot-Marie (Interno). E per sostituirli Sarkozy è ben deciso a continuare nell’ “apertura” politica a personalità della sinistra, ma anche del centro, visto che, scrive il quotidiano, “l’ouverture”, è “una tematica apprezzata dall’opinione pubblica”.
Fra i nomi che si fanno ricorre con insistenza quello di Jack Lang, socialista, popolare ministro della cultura di Francois Mitterrand. Lang dice che “la questione non si pone”, ma per lui è pronta la poltrona della Giustizia, con spostamento di Rachida Dati, che ha tutta la magistratura contro, all’Interno.
Ci sono anche i nomi dei socialisti Claude Allegre e Jacques Attali (anche lui ha smentito) e dello storico Max Gallo, che fu portavoce di Mitterrand, ma molto vicino a Sarkozy nella campagna presidenziale. Figurano poi due centristi, vicini al presidente del Modem, Francois Bayrou: Jean-Marie Cavada e Michel Mercier.
In occasione del rimpasto di governo, Sarkozy pensa anche di nominare un segretario di Stato all’economia digitale e di istituire la figura del “ministro a tempo”, incaricato cioè di svolgere una funzione governativa in un periodo limitato.
FORUM: E se si dessero le pagelle anche al governo italiano?

- Giovedì 3 Gennaio 2008


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