- Tags: Clara-Rojas, Colombia, Emmanuel, Farc, Hugo-Chavez, Venezuela
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Era iniziata oggi alle 12.30 ora italiana, l’”Alba” in Venezuela, l’operazione umanitaria per riportare a casa Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo, da oltre cinque anni nelle mani del gruppo guerrigliero marxista delle Farc. Dopo l’annuncio fatto al solito in televisione mercoledì sera da Hugo Chávez, in cui il presidente venezuelano anticipava di “avere ricevuto dalle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia le coordinate geografiche in cui saranno liberati gli ostaggi” e l’ok all’operazione dato dal governo colombiano, questa volta non ci sono stati problemi di sorta. “Clara e Consuelo sono libere”, ha annunciato Chávez pochi minuti fa.
Tutto bene, dunque e un po’ di gloria per il presidente venezuelano. Tutto il contrario di di quanto accaduto tra Natale e Capodanno 2007, quando le Farc avevano promesso di consegnare a Chávez la Rojas, candidata alla vicepresidenza con Ingrid Betancourt quando entrambe furono sequestrate, suo figlio Emmanuel e la Gonzáles. Il leader bolivariano, scottato dalla sconfitta referendaria che puntava a modificare la costituzione del Venezuela trasformandola in una seconda Cuba e alla disperata ricerca di un modo per recuperare credito, fuori e dentro il paese, aveva preparato un apparato mediatico degno più di Hollywood che di un’operazione per la liberazione di ostaggi, con centinaia tra osservatori internazionali e giornalisti incluso persino il regista statunitense Oliver Stone, desideroso di filmare il momento del rilascio.
Peccato che il 31 dicembre, data ultima prevista per la liberazione di Clara, Consuelo e del piccolo Emmanuel, il gruppo guerrigliero facesse fallire l’operazione accusando il governo colombiano di mantenere una presenza militare nella zona di Villavicencio, dove sarebbe dovuto avvenire il rilascio dei tre ostaggi. In realtà il vero problema era che le Farc da molto tempo non avevano più con loro il figlio della Rojas, nato durante la sua prigionia da una relazione con un guerrigliero: il piccolo Emmanuel viveva a Bogotá, in un orfanotrofio gestito dai servizi sociali colombiani. E, a ulteriore conferma che proprio di Emmanuel si tratta, sono arrivate le controanalisi del DNA effettuate in un laboratorio di Santiago de Compostela, rese note oggi. Che dimostrano, senza timore di smentita, che l’”orfano” è proprio il figlio di Clara Rojas. L’unica cosa certa è che adesso, finalmente, Clara ed Emmanuel potranno di nuovo riabbracciarsi e riprendere in mano le loro vite.
- Giovedì 10 Gennaio 2008

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Il 12 Gennaio 2008 alle 12:05 Fare i soldi con la rivoluzione: ecco gli imprenditori miracolati da Chavez » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Chi ha detto che il “socialismo bolivariano” del presidente venezuelano Hugo Chávez (che ha avuto il plauso internazionale per la riuscita della mediazione per la liberazione di due ostaggi colombiani da cinque anni nelle mani delle Farc) non porti benessere nel Paese? Certo, forse non tra i quartieri poveri di Caracas che domenica 2 dicembre gli hanno voltato le spalle nel referendum per riformare la Costituzione in senso socialista (ma tanto, Chávez dixit, quella del “No” è stata “una vittoria di m…”). Di sicuro, però, il ristretto gruppo di imprenditori che da qualche anno ha preso ad appoggiare la sua Revolución di soldi ne ha fatti, tanti. Ma chi sono e come si sono arricchiti questi capitalisti che appoggiano la rivoluzione bolivariana? [...]
Il 16 Gennaio 2008 alle 9:09 Fare i soldi con la rivoluzione: ecco gli imprenditori miracolati da Chavez » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Chi ha detto che il “socialismo bolivariano” del presidente venezuelano Hugo Chávez (che ha avuto il plauso internazionale per la riuscita della mediazione per la liberazione di due ostaggi colombiani da cinque anni nelle mani delle Farc) non porti benessere nel Paese? Certo, forse non tra i quartieri poveri di Caracas che domenica 2 dicembre gli hanno voltato le spalle nel referendum per riformare la Costituzione in senso socialista (ma tanto, Chávez dixit, quella del “No” è stata “una vittoria di m…”). Di sicuro, però, il ristretto gruppo di imprenditori che da qualche anno ha preso ad appoggiare la sua Revolución di soldi ne ha fatti, tanti. Ma chi sono e come si sono arricchiti questi capitalisti che appoggiano la rivoluzione bolivariana? [...]
Il 28 Febbraio 2008 alle 17:02 Ostaggi rilasciati in Colombia: per le Farc è una crisi senza ritorno » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Meno quattro. Con il rilascio degli ex parlamentari Gloria Polanco, Luis Eladio Perez, Orlando Beltran e Jorge Eduardo Gechem, sotto sequestro da sei anni, il numero degli ostaggi in mano alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) è sceso a quaranta. Ma non è solo una questione di numeri. Man mano che gli ostaggi vengono consegnati (nel gennaio scorso avvenne un’altra liberazione, quella di Clara Rojas e Consuelo Gonzalez de Perdomo ndr) le Farc dimostrano sempre più quello che secondo gli esperti internazionali è qualcosa più di un’ipotesi: sono in crisi. Guarda caso, infatti, quest’ultimo rilascio, è arrivato dopo che l’Fbi ha assestato meno di una settimana fa un duro colpo ai marxisti-leninisti del loro leader Marulanda, alias Tirofijo, grazie alle intercettazioni telefoniche. 39 arresti in 7 paesi, compresi gli Stati Uniti: tra di loro anche un ex carceriere di Ingrid Betancourt, la quale secondo la testimonianza dei quattro ex parlamentari appena liberati, verserebbe in gravi condizioni di salute. In concomitanza con la liberazione degli ostaggi la polizia colombiana ha arrestato a Saboyá, nel dipartimento di Boyacá nell’area centro-orientale del paese, Helí Mejia Mendoza, meglio conosciuto come “Martin Sombra”, guerrigliero storico, dalla fine degli anni ’60. Un durissimo colpo per le Farc reso possibile grazie alle indicazioni di un informatore che adesso riceverà 1, 7 miliardi di pesos, l’equivalente di poco più di 600 mila euro. [...]
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