Birmania, il dialogo con l’opposizione è solo di facciata

Yangon, Myanmar, 1 ottobre 2007[i](Credits: Ansa)[/i]

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Il quarto incontro tra il leader dei diritti civili Aung San Suu Kyi e il generale a riposo Aung Kyi, che ha il compito di tenere i contatti con la leader della Lega Nazionale per la Democrazia, è stato salutato come la testimonianza del dialogo sotterraneo in corso tra la giunta militare e l’opposizione dopo i sanguinosi scontri di settembre-ottobre. In realtà, sull’ex Birmania è calata da oltre due mesi la cappa del silenzio. E i segnali che è possibile raccogliere, incrociando le scarne agenzie e le testimonianze delle voci in esilio, inducono a ritenere che il dialogo sia soltanto di facciata, una furbizia del regime per rimanere saldamente ancorato al potere.

Le continue pressioni diplomatiche sulla giunta guidata dal generale Than Shwe si sono finora rivelate inutili. E, per togliere qualsiasi dubbio, nel discorso del 4 gennaio, anniversario dei 60 anni di indipendenza dell’ex Birmania, il generale ha ribadito che l’obiettivo principale del governo nel 2008 sarà quello di “garantire la disciplina all’interno dello stato democratico del Myanmar”.

Nel tentativo di privare completamente i cittadini della possibilità di avere accesso alle fonti di informazione straniere, la giunta ha anche approvato un aumento cospicuo dei costi di ricezione dei canali satellitari. Se fino a poche settimane fa le licenze costavano una media di 6.000 kyat, equivalenti a circa 3,3 euro, oggi si parte da un milione di kyat (527 €), in un Paese in cui il reddito medio annuo raramente supera i 200 euro. Senza le connessioni satellitari, le uniche fonti di informazione rimarranno la televisione di stato MRTV e alcuni canali privati che notoriamente evitano di diffondere notizie sulle questioni più delicate. A Rangoon, inoltre, vengono centellinate persino le licenze per aprire nuovi locali o ristoranti: gli unici esercizi commerciali che, a parere della giunta, potrebbero oggi sostenere i costi di un abbonamento via cavo.

Jotman, il blogger che vive tra la Birmania e la Thailandia di cui Panorama.it aveva già parlato, continua a pubblicare foto di “sorrisi birmani” in segno di speranza, ma nei giorni scorsi sono stati condannati altri tredici attivisti politici (sei monaci e sette civili), accusati di aver compiuto azioni poco rispettose nei confronti del governo e di coinvolgimento in manifestazioni pubbliche di protesta sgradite al regime.

Nel fine settimana, due uomini sarebbero morti e una donna rimasta ferita dallo scoppio di tre ordigni in tre diverse località del Paese, a testimonianza di un movimento di protesta che, nonostante le difficoltà, cerca di non arrendersi. Addirittura, c’è chi prevede nuove manifestazioni di piazza a gennaio. U Zawana, un monaco di Mandalay, rischiosamente afferma di essere pronto a marciare di nuovo per liberare il Paese dalla giunta del generale Than Shwe. “Forse moriranno 10.000 persone - scrive su Voice of America - ma in cambio otterremo la democrazia. Sono pronto a sacrificare la mia vita se sarà necessario, e molti altri monaci la pensano come me”.

Commenti

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Il 15 Gennaio 2008 alle 18:54 Kataweb.it - Blog - IL MIO SPAZIO LIBERO » Blog Archive » BLOGGERS FOR BURMA:UNITI PER LA BIRMANIA ha scritto:

[...] E’ cominciato un nuovo anno.E’ nell’ordine delle cose,il tempo passa,scorre,più o meno velocemente,ma certe cose nn cambiano. E’sempre silenzio su ciò che accade in Birmania,le notizie sono sempre più o meno quelle vecchie che ricircolano. Segno evidente che dopo la visita dell’ONU nn sono stati fatti passi avanti.Chissà se ancora qualcuno se ne sta occupando. Chissà se ancora qualcuno se ne ricorda. L’obiettivo di questo blog è tenere desta l’attenzione,ma nn è cosa facile ,visto che nn si trovano mai notizie nuove. Oggi ne ho trovata una,e nn è confortante. L’articolo è questo:BIRMANIA,IL DIALOGO CON L’OPPOSIZIONE E’ SOLO DI FACCIATA,link:http://blog.panorama.it/mondo/2008/01/14/birmania-il-dialogo-con-lopposizione-e-solo-di-facciata/.Già il titolo la dice lunga,no? Continua il dialogo tra il Premio Nobel Aung San Suu Kyi e il generale a riposo Aung Kyi,ma si pensa che sia solo un modo per far vedere che la Giunta è disposta a collaborare,ma nei fatti a rimanere ancorata dov’è.Come volevasi dimostrare,speriamo di sbagliarci,ma il fatto che nn si abbiano notizie e che nel frattempo sia aumentato nell’ordine delle centinaia di volte il costo delle parabole satellitari in quel paese,affinchè le persone nn abbiano accesso ai canali stranieri ma solo alla tv di stato e ai canali privati birmani,che nn parlano di ciò che accade nel Paese,nn fa ben pensare,no?Il costo è salito da 6.000 kyat di media, che equivalgono a circa 3,3 euro, ad almeno un milione di kyat (527 €),in su,considerate che in Birmania il reddito medio annuo raramente è superiore a 200 euro!!!!!!!!!!Dulcis in fundo, a Rangoon vengono centellinate le licenze per aprire nuovi locali o ristoranti: gli unici che potrebbero sobbarcarsi il costo di un abbonamento! Nei giorni scorsi,sono stati condannati altri 13 attivisti politici, 6 monaci e 7 laici,con l’accusa di avere agito poco rispettosamente nei confronti della Giunta e di aver partecipato a manifestazioni pubbliche di protesta sgradite al regime.Già,il regime nn gradisce il dissenso,anche se pacifico!Questo è il punto che accomuna ogni tipo di dittatura. Inoltre,nel fine settimana scorso ci sono stati due morti e alcuni feriti per lo scoppio di ordigni in tre diversi punti del Paese.Questa la notizia trovata:link:http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7185816.stm [...]

Il 24 Gennaio 2008 alle 8:01 SDRENG » Stato Fantasma ha scritto:

[...] Ho una domanda, che voi sappiate esiste ancora uno stato che porta il nome di Myanmar o Birmania? No perché le notizie si trovano sempre con più difficoltà, il paese sembra stato inghiottito da un buco nero! Cercherò di aggiornarvi brevemente, l’articolo intero potete trovarlo qui. [...]

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