- Tags: Al-Fatah, Ehud-Olmert, Gaza, Hamas, Striscia
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Un prigioniero palestinese del sud della Striscia nella parte israeliana del confine
Quella in corso nella Striscia di Gaza ha tutta l’aria di una resa dei conti. Uccisioni mirate, raid aerei e incursioni con decine di vittime, confini sigillati. Una soluzione drastica che Israele starebbe mettendo in atto non soltanto per rispondere ai lanci di razzi da parte di Hamas e Jihad, ma anche per sgombrare il campo da eventuali alternative all’autorità di Mahmoud Abbas, detto Abu Mazen, proprio nel momento in cui è impegnata con quest’ultimo nelle trattative di pace.
Il presidente palestinese, da parte sua, condanna i raid e minaccia la sospensione dei colloqui, ma, al di là della facciata, è chiaro che Hamas costituisce un pericolo per lui più ancora che per lo Stato ebraico. La sua capacità di rappresentanza della popolazione dei Territori è debole e lo è anche la sua possibilità di riprendere il controllo della Striscia di Gaza senza l’intervento israeliano. D’altra parte, paradossalmente, è chiaro anche l’interesse di Hamas e Jihad a mantenere alta la tensione e a “vendere cara la pelle”. Ed è ormai solo con la forza che Hamas può riproporsi come protagonista sulla scena locale, dopo che Al Fatah, la fazione del Presidente, ha definitivamente deciso di tagliar fuori il movimento integralista da un possibile dialogo interpalestinese.
L’isolamento della Striscia di Gaza (un embargo durissimo, che sta avendo conseguenze devastanti sulla popolazione, anche se violato dal contrabbando tramite i tunnel con l’Egitto) è il simbolo di un allontanamento politico internazionale sempre più marcato dalla regione controllata da Hamas. Un territorio che rappresenta un’anomalia cui Israele e Abu Mazen vogliono porre fine - con o senza missili - al più presto.
- Venerdì 18 Gennaio 2008

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Commenti
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Il 23 Gennaio 2008 alle 10:39 Viagra, sigarette e mogli. Dai tunnel tra Gaza e Egitto non passano solo armi » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Ma i tunnel tra l’Egitto e Gaza non cessano di riservare sorprese. Solo qualche mese fa il quotidiano panarabo Al Hayat ha rivelato che, da quando è finita la guerra guerreggiata tra Al Fatah e Hamas, il passaggio di armi sotterraneo verso Gaza ha perso gran parte della sua redditività. E i contrabbandieri, fiutato il cambio del vento, hanno riconvertito il loro business al traffico di sigarette e di viagra, richiestissimo tra i palestinesi. In ogni caso, i tunnel rappresentano una limitata breccia nel rigido embargo imposto da Israele da quando Hamas ha preso il potere. La chiusura del territorio, decisa giovedì scorso in risposta ai lanci di razzi di Israele e bel mezzo di un’ampia offensiva militare dello Stato ebraico, ha peggiorato ulteriormente le condizioni di vita della popolazione, causando la sospensione delle forniture di elettricità con gravi conseguenze anche per gli ospedali. E stamane, a dimostrazione di quanto sia forte il desiderio di fuga della popolazione di Gaza sotto embargo, sono scoppiati tafferugli tra un gruppo di quattrocento manifestanti e alcuni poliziotti del Cairo assestati lungo il valico di Rafah. Risultato: almeno dieci agenti feriti nel tentativo di impedire ai palestinesi di penetrare a forza in territorio egiziano, diventato per loro sinonimo di libertà. [...]
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