Nicolas Sarkozy sta imponendo una svolta nella politica estera francese unendo il consolidamento della politica euro-mediterranea e i tradizionali legami con l’Africa occidentale con un’importante iniziativa rivolta al mondo islamico. Dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, che mantengono basi fisse nel Golfo Persico, anche la Francia diventerà una potenza presente in modo continuativo nelle acque dove transita il 40 per cento del greggio mondiale. Dal 2009 disporrà infatti di una base militare negli Emirati Arabi, in prossimità dello stretto di Hormuz, il braccio di mare che divide la penisola arabica dall’Iran teatro pochi giorni orsono di un grave incidente tra navi statunitensi e iraniane.
L’accordo, firmato il 15 gennaio ad Abu Dhabi durante la visita di Sarkozy, prevede il dispiegamento permanente di circa 500 militari francesi sul territorio degli Emirati. La base militare, la prima che la Francia impianta nel Golfo e la prima aperta dalla fine della guerra d’Algeria nel 1962, verrà costruita all’interno dell’attuale porto commerciale di Abu Dhabi, ma l’accordo prevede anche il rischieramento di forze aeree e terrestri. È chiaro che il nuovo ruolo della Francia nel Golfo costituisce un valido supporto alla strategia americana di contenimento dell’Iran poiché anche Parigi considera inaccettabile che Teheran si doti di armi atomiche. Al tempo stesso la presenza militare francese costituirà un valido deterrente contro possibili attacchi iraniani agli Emirati.
La nuova politica estera francese mira da un lato a rinsaldare l’alleanza con Washington dopo la frattura prodotta dalla guerra in Iraq ma la coincidenza di interessi tra Parigi e Washington non significa che tra i due non vi siano rivalità, soprattutto sul piano commerciale e in particolare nella vendita di armi. E non significa nemmeno che la Francia abbia inunciato a perseguire una propria politica estera autonoma nell’area mediterranea e mediorientale, anche sotto Sarkozy. Solo poche settimane fa il pacchetto miliardario di forniture francesi al Marocco ha perso un pezzo importante dopo che Rabat ha annunciato di preferire i caccia F-16 americani ai Rafale francesi.
Gli accordi firmati da Sarkozy negli emirati riguardano anche forniture militari ed energetiche come la vendita di tre modernissimi reattori atomici per la produzione di energia a scopi pacifici e in progetti di desalinizzazione delle acque.
Nel suo recente viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, Sarkozy ha quindi replicato gli accordi commerciali ed energetici già raggiunti negli ultimi mesi con Libia e Algeria che prevedono forniture di armi e
centrali atomiche a paesi che produttori di petrolio e gas il cui sfruttamento coinvolge anche società francesi. Un’iniziativa pragmatica tesa a consolidare il ruolo della Francia come grande potenza presente nelle aree ritenute di interesse strategico prioritario e non solo in quelle tradizionalmente sotto l’influenza di Parigi.
- Lunedì 21 Gennaio 2008


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