Gran parte dei quattordici chilometri di frontiera che dividevano l’Egitto e il sud della striscia di Gaza, lungo la cosiddetta linea ‘Filadelfia‘, sono stati distrutti questa notte dai bulldozer e da almeno cinque cariche esplosive sapientemente piazzate dai miliziani palestinesi con il volto coperto. L’obiettivo di quest’operazione, coordinata e studiata fino ai minimi particolari, era chiaro: consentire ai gaziani di entrare in Egitto per fare acquisti e trovare, sull’altro versante del confine, tutti quei beni diventati introvabili nella piccola enclave a causa del rigido embargo israeliano imposto a causa del lancio di Qassam.

Almeno 350 mila cittadini di Gaza, un terzo degli abitanti complessivi, sono penetrati in Egitto lungo i varchi aperti dalle bombe e la gran parte di loro ha già fatto rientro a casa sotto gli occhi degli agenti del Cairo: tutti carichi di cibo, latte, stecche di sigarette, bottiglie di plastica riempite con benzina e gasolio. Per questi quelli aperti dalle bombe (diciassette) sono varchi verso la libertà e il diritto al consumo. Per l’Egitto, e anche per Israele, sono rischiose aperture nella rete che ha ingabbiato la popolazione di Gaza da quando Hamas ha vinto le elezioni nel gennaio del 2005. Per il lucroso business dei contrabbandieri, che tra i due territori avevano organizzato una serie di tunnel sotterranei che consentiva il passaggio di merci ma anche di esseri umani, potrebbe trattarsi di un colpo molto duro, almeno finché il Cairo (che ha dato ordine di non intervenire) non deciderà di risigillare la frontiera. Fino a ieri, i cittadini di Gaza pagavano fino a duemila euro per andare e tornare attraverso un viaggio nelle viscere della terra. Ecco come funzionavano.

Un soldato israeliano controlla un cunicolo tra Gaza ed Egitto
- Mercoledì 23 Gennaio 2008


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Commenti
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Il 24 Gennaio 2008 alle 12:42 Crolla il muro di Gaza: affari d’oro per i commercianti egiziani » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Prosegue anche questa mattina il flusso di migliaia di palestinesi che da Gaza entrano in Egitto attraverso la grande breccia aperta ieri nella barriera d’acciaio di Rafah. La polizia egiziana, affiancata da quella di Hamas, sosta lungo la linea di frontiera senza intervenire, come vuole lo stesso Hosni Mubarak, il presidente del Cairo costretto a giostrarsi tra le pressioni di una piazza infuocata dalla mobilitazione dei Fratelli Musulmani e quelle di Israele. [...]
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