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Un soldato israeliano controlla un cunicolo tra Gaza ed Egitto
Nella Striscia di Gaza sotto embargo, anche le fidanzate e le mogli si rivolgono ai contrabbandieri per poter riabbracciare i mariti sull’altro versante del confine. I famosi tunnel sotterranei che collegano l’Egitto e la Striscia non servono soltanto a far arrivare armi ai miliziani (come denuncia da sempre Israele), ma anche donne che si ricongiungono alle loro famiglie o che vanno a sposarli. Storie che ricordano la vicenda del film “La sposa siriana“, in cui una giovane che viveva sul Golan occupato da Israele attraversava la frontiera diretta a Damasco per sposarsi, certa di non poter più tornare indietro. La differenza è che lungo la frontiera tra Egitto e Gaza, chiusa da diciotto mesi, le mogli, calate in un cunicolo, legate a una fune che scorre lungo i 700 metri del tunnel, devono pagare ben 2000 euro ai contrabbandieri per questo scomodissimo viaggio.
Ma i tunnel tra l’Egitto e Gaza non cessano di riservare sorprese. Solo qualche mese fa il quotidiano panarabo Al Hayat ha rivelato che, da quando è finita la guerra guerreggiata tra Al Fatah e Hamas, il passaggio di armi sotterraneo verso Gaza ha perso gran parte della sua redditività. E i contrabbandieri, fiutato il cambio del vento, hanno riconvertito il loro business al traffico di sigarette e di viagra, richiestissimo tra i palestinesi. In ogni caso, i tunnel rappresentano una limitata breccia nel rigido embargo imposto da Israele da quando Hamas ha preso il potere. La chiusura del territorio, decisa giovedì scorso in risposta ai lanci di razzi di Israele e bel mezzo di un’ampia offensiva militare dello Stato ebraico, ha peggiorato ulteriormente le condizioni di vita della popolazione, causando la sospensione delle forniture di elettricità con gravi conseguenze anche per gli ospedali. E stamane, a dimostrazione di quanto sia forte il desiderio di fuga della popolazione di Gaza sotto embargo, sono scoppiati tafferugli tra un gruppo di quattrocento manifestanti e alcuni poliziotti del Cairo assestati lungo il valico di Rafah. Risultato: almeno dieci agenti feriti nel tentativo di impedire ai palestinesi di penetrare a forza in territorio egiziano, diventato per loro sinonimo di libertà.

- Mercoledì 23 Gennaio 2008

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