- Tags: Brasile, Igreja-Renascer, Kakà, Sônia-Hernandes
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Nella foto scattata dall’Fbi il portafoglio firmato Gucci è in bella posa, insieme ai 56 mila dollari introdotti clandestinamente negli Stati Uniti.
Solo che adesso, da quando alle sue spalle si sono chiuse le porte del carcere di Talhalase (Florida), Sonia Hernandes, di quel portafoglio, non saprà cosa farsene. Almeno sino al 7 giugno, quando avrà finito di scontare la sua pena comminata dalla giustizia americana. Le potrebbe invece essere molto più utile l’epiteto brasiliano con cui è ormai conosciuta in tutto il mondo: “bispa”, vescova, un appellativo che nei momenti del bisogno torna sempre comodo. Anche perché lei, la signora con i tacchi a spillo e la pelliccia di visone e almeno un paio di operazioni di chirurgia estetica nel curriculum, ha nientemeno che Gesù, almeno secondo quando va telepredicando, dalla sua parte. Oltre ai milioni di fedeli della Igreja Renascer che ha fondato ventidue anni fa insieme al marito Estevam Hernandes, autonominatosi per l’occasione apostolo.
Finisce così, in un carcere della Florida, l’avventura di una donna che dal niente è riuscita a costruire in poco più di venti anni un impero, prima in Brasile poi in tutto il mondo. Perché la scatola di bispa Sônia e apostolo Estevam è diventata nel corso degli anni una perfetta macchina per fare soldi, regolata con meccanismi di marketing studiati a tavolino grazie ai consigli dello stesso Estevam, che prima di “sfondare” come predicatore ha ricoperto ruoli di responsabile commerciale di aziende come la Xerox. Il giochino è riuscito così bene da annoverare tra i banchi delle sue chiese, moltiplicatesi ovunque, perfino un testimonial d’eccezione come il Pallone d’oro Kakà.
Insomma, stava filando tutto liscio, nonostante le decine di processi intentati dalla giustizia brasiliana: i fedeli aumentavano e le casse personali della coppia si infoltivano, dato che per regola di Renascer i fedeli devono versare la decima parte del loro salario. Tutto perfetto: Sonia sempre più bella, perfino un programma quotidiano da lei condotto su rete Gospel, il canale tv ufficiale di Renascer, con tanto di ricette di cucina e cantanti ospiti in mezzo alle parabole del vangelo.
Tutto perfetto, tanto che qualcuno alla fine aveva finito con il credere che realmente l’iniziativa fosse benedetta da Dio, se non ci si fosse messa l’FBI, o meglio il “diavolo” secondo la definizione dei diretti interessati. Perché il “diavolo” ha fatto le cose in grande. Nel gennaio 2007 blocca la coppia mentre tenta di entrare negli Stati Uniti con i 56 mila dollari non dichiarati. L’accusa? Frode fiscale e riciclaggio. Non è bastato ai due coniugi nascondere i soldi dentro una Bibbia con falso fondo: le porte del carcere, o dell’inferno, si sono spalancate per la coppia, che comunque, a causa di un figlio minore adottato, sconterà la pena alternandosi dietro le sbarre. Da allora in poi per Renascer solo problemi: un’emorragia di fedeli che, evidentemente, non hanno mandato giù l’accusa della polizia Usa e perfino una richiesta di interrogatorio a Kakà da parte della giustizia brasiliana. Insomma per bispa Sonia e apostolo Estevam è arrivato il momento di cominciare a pregare davvero.
- Mercoledì 30 Gennaio 2008



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Commenti
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Il 30 Gennaio 2008 alle 12:06 Fine di Sonia Hernandes, l’imbonitrice della Chiesa di Kakà ha scritto:
[...] Original post by Panorama.it - Mondo [...]
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