[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_mccain-michigan2.jpg)
Più che una vittoria, un’ipoteca sulla nomination repubblicana in vista del voto di fine 2008. John McCain ha sconfitto in Florida Mitt Romney (36 vs 31) e sta per incassare anche il sostegno chiave di Rudy Giuliani. L’ex sindaco della Grande Mela, inchiodato al 15%, solo un punto sopra Micke Huckabee, sta infatti meditando il ritiro e avrebbe già manifestato l’intenzione di consegnare in dote allo stesso McCain i voti decisivi del suo feudo: lo Stato di New York.
Quella di McCain, eroe della guerra del Vietnam, è una vittoria del “parlar chiaro” da veterano. Premiato da pensionati dell’esercito e cubani in esilio del Sunshine State, il senatore dell’Arizona può guardare ora all’appuntamento chiave del 5 febbraio (quando si recheranno alle urne i cittadini di oltre venti Stati) con il vento in poppa. Con il profilo da front-runner, il superfavorito nel campo repubblicano. Promette una guerra senza quartiere al terrorismo islamico, ribadisce la necessità di rimanere in Iraq fino alla vittoria finale, si presenta agli elettori come il più determinato sostenitore dei soldati al fronte e della nuova strategia di stabilizzazione del generale Paetrus.
Ma diversamente dai neocon, il suo essere a fianco degli uomini in armi non ha venature messianiche o ideologiche. Molti big del suo partito, il Gran Old Party, infatti lo guardano con diffidenza, lo considerano un repubblicano atipico, pronto persino a collaborare con i senatori democratici su una proposta di legge sull’immigrazione che piace ai liberal. Insomma, un repubblicano che, sui temi delle politiche sociali, assomiglia ai democratici: favorevole all’estensione delle polizze sanitarie finanziate dallo Stato, non ossessionato dal taglio delle imposte, e persino sostenitore di un programma di salvaguardia dell’ambiente che è considerato una bestemmia dalla destra del suo partito.
A garantire per lui, di fronte ai suoi colleghi di partito, c’è però un passato, durato cinque anni, in un carcere di Hanoi. McCain, che fu torturato e da quell’esperienza è uscito ancora più temprato: è tutto fuorché un traditore.
LEGGI ANCHE: Gli altri articoli sulle primarie
Il VIDEO servizio:
GLI SPECIALI: New York Times, Cnn, Washington Post, Youtube, Myspace
n
n
- Mercoledì 30 Gennaio 2008
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_mccain-detroit.jpg)

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.