“Ma McCain è un conservatore?”, si è chiesto Robert Novak, un editorialista di riferimento della destra, sulle pagine del Washington Post. Repubblicano atipico, pronto a collaborare con i sentaori democratici e persino con l’odiatissimo Ted Kennedy con cui ha firmato l’ultima proposta di legge sull’immigrazione, John McCain non attira le simpatie dei conservatori duri e puri. E fino a poche settimane fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui. Ma il suo essere un battitore libero invece lo ripaga, facendone l’unico temuto rivale, in casa repubblicana, di Mitt Romney.
D’altronde le sue passate imprese da combattente sono lì, pronte a ricordare che McCain è un eroe. Nato in una famiglia militare (sia il papà che il nonno erano celebri ammiragli nella U.S. Navy), il senatore dell’Arizona, in carica dal 1987, è un veterano della guerra in Vietnam. È diventato famoso in tutti gli Stati Uniti per i suoi cinque anni e mezzo di prigionia e torture in terra asiatica, dal 1967 al 1973, che gli hanno procurato “più cicatrici del mostro di Frankenstein”, come lui stesso ama ricordare.
Poco prima delle avventure in terra vietnamita, nel 1965, aveva sposato Carol Shepp, una modella originaria di Philadelphia, in Pennsylvania. La coppia divorziò nel 1980 e John si risposò dopo pochi mesi con l’attuale moglie Cindy Hensley, ricca figlia di un magnate della birra dell’Arizona.
John Sidney McCain III è stato candidato alle presidenziali anche nel 2000, dove però aveva trovato sulla strada delle primarie repubblicane un certo George W. Bush. Ora ci riprova. E dopo il ritiro di Rudy Giuliani, a sostenerlo c’è anche l’ex sindaco di New York, ma soprattutto il governatore della California Arnold Schwarzenegger. E il terminator ha detto di lui: “È un crociato, ha un grandioso progetto per proteggere contemporaneamente l’ambiente e l’economia, ha delle credenziali incredibili in materia di sicurezza nazionale e, ovviamente, ha un senso dello stato straordinario”.
LA SCHEDA
Professione: ex militare, Senatore dell’Arizona dal 1987. Rieletto nel 1992, 1998, e 2004
Data di nascita: 29 agosto 1936, Coco Solo, nella Zona del Canale di Panama controllata degli Stati Uniti
Famiglia: figlio di un ammiraglio della U.S. Navy. Il padre John S. McCain Jr. era al comando delle forze statunitensi in Vietnam mentre McCain era prigioniero. Il nonno John S. McCain Sr. era stato comandante dell’aviazione navale durante la battaglia di Okinawa nel 1945. È al secondo matrimonio, prima con Carol (1965) poi con Cindy Hensley (1980). Sette figli: Douglas e Andrew (adottati dalla sua prima moglie), Sidney (1980, avuta da Carol), Meghan (1991) Bridget (adottata nel 1991), John IV e James
Religione: episcopale
Casa: Phoenix (Arizona)
IL PROGRAMMA
PACE COSTRUITA SULLA LIBERTÀ: Il tema di fondo della campagna di McCain è che l’America è impegnata in una lotta “contro gli estremisti radicali islamici”. Per il senatore è la sfida di quest’epoca ed è una guerra che gli Usa e gli alleati devono vincere a tutti i costi per costruire “una pace globale duratura basata sulle fondamenta della libertà”. L’ Iraq è una tappa decisiva del cammino e l’America non può fallire. Non c’è Piano B e la prospettiva di una sconfitta americana sarebbe catastrofica, perché gli estremisti islamici, dopo aver battuto i sovietici in Afghanistan, “penserebbero che il mondo è loro”. Per lo stesso motivo occorre stabilizzare l’Afghanistan, dove le forze Nato devono rinunciare alle restrizioni che si sono imposte e combattere di più.
LA LEGA DELLE DEMOCRAZIE: McCain appoggia il ruolo dell’Onu e spera che agisca con più decisione su Iran, Darfur e altre crisi. Ma il senatore ha pronta un’altra carta. Una Lega delle Democrazie, che riunisca i Paesi a democrazia di mercato in un club operativo che stimoli l’Onu e agisca quando il Palazzo di Vetro esita. Un’idea che lo stesso McCain paragona non tanto alla Lega delle Nazioni di Woodrow Wilson, quanto alla visione di Theodore Roosevelt di nazioni sulla stessa lunghezza d’onda che lavorino insieme per la pace e la libertà.
ASSE TRANSATLANTICO: Per McCain, è vitale per l’America rivitalizzare l’Alleanza Atlantica, e gli americani a suo avviso hanno tutto l’interesse a vedere l’ascesa “di un’Unione Europea forte e fiduciosa”. Insieme all’Ue, McCain prefigura “un nuovo approccio occidentale nei confronti della Russia revanscista”.
L’ANTI-PUTIN: Nel corso della campagna, McCain non ha nascosto la diffidenza per la situazione a Mosca. Ironizzando sulla scelta di Time di proclamare il presidente Vladimir Putin come “Persona dell’anno”, McCain ha spiegato che a lui Putin “fa venire in mente tre lettere: K, G e B”. Secondo il candidato presidente, è l’ora di far tornare il G8 a essere un “club delle principali democrazie di mercato”, escludendo la Russia e invitando invece Brasile e India.
AMBIENTE: Essenzialmente sulla stessa linea della Clinton e di Obama, è favorevole alla partecipazione degli Stati Uniti ad un grande sforzo globale per la riduzione dei gas ad effetto serra e ritiene che lo strumento migliore per affrontare l’emergenza sia un efficiente e funzionale mercato delle emissioni. Considera il Protocollo di Kyoto e l’attuale mercato delle emissioni europeo inefficaci a causa delle loro disfunzioni, ma ritiene che tali disfunzioni non giustifichino il totale disimpegno dell’amministrazione Bush.
IMMIGRAZIONE: Favorevole alla costruzione di una barriera tecnologica col Messico, si oppone però all’espulsione coattiva degli immigrati irregolari. Vuole l’introduzione di un processo di regolarizzazione per gli immigrati illegali, subordinandolo, come Obama e la Clinton, alla conoscenza della lingua inglese ed al pagamento di multe ed oneri fiscali pregressi. È propenso a un programma temporaneo di integrazione professionale degli immigrati irregolari, e all’agevolazione dell’accesso alle scuole per i figli degli immigrati irregolari.
GAY: Si oppone ai matrimoni tra persone dello stesso sesso ma, come i suoi rivali democratici, è favorevole alle unioni civili. È contrario a un divieto costituzionale ai matrimoni omosessuali e ritiene che spetti ai singoli Stati decidere la propria legislazione in materia.
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- Lunedì 4 Febbraio 2008



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Il 4 Febbraio 2008 alle 17:11 Supermartedì, attesa al cardiopalma » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Archiviato il Super Bowl, il tifo negli Stati Uniti si sposta dal football alla politica. Alla vigilia del Super Tuesday, in cui sono in palio circa la metà dei delegati per entrambi i fronti (22 Stati alle urne), la corsa alla candidatura alla Casa Bianca vede il repubblicano John McCain nettamente in testa nei sondaggi, mentre tra i democratici la contesa tra Barack Obama e Hillary Clinton è ancora incerta, benché il senatore dell’Illinois starebbe recuperando sulla rivale anche negli Stati dove veniva dato perdente. [...]
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