
di Donatella Marino
L’allungamento delle liste d’attesa e la mancanza di adeguati finanziamenti pubblici: sono queste le principali inquietudini dei cittadini europei riguardo ai rispettivi sistemi sanitari. È quanto emerge dal secondo Barometro annuale Europ Assistance, che Panorama.it ha potuto sfogliare in anteprima. Un sondaggio che la compagnia assicurativa ha fatto realizzare dall’istituito di ricerca Csa in collaborazione con il Cercle santé société, pensatoio francese nato per favorire il dibattito pubblico sulla sanità e sugli aspetti economici correlati.
Per scattare una fotografia europea in tema di salute sono state coinvolte oltre 2 mila persone di cinque nazioni: Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia. L’Italia risulta essere, anche quest’anno, il paese meno soddisfatto del proprio sistema sanitario, lamentando mancanze soprattutto a livello di organizzazione, qualità dei servizi ospedalieri e consulenze mediche. Così, immediatamente dopo i tedeschi (70 per cento), sono proprio gli italiani il popolo più propenso a ricercare cure specialistiche all’estero (62 per cento contro il 53 della media europea). Motivo principale dello spostamento? Ricerca di tecniche d’avanguardia o difficilmente accessibili nel paese d’origine. Una motivazione che lascia più freddi i francesi spinti (41 per cento) a valicare i confini per interventi estetici piuttosto che medici.
Non manca qualche dato in positivo. Ad esempio cresce, di 5 punti percentuali, la fiducia in Internet in materia di salute, con picchi soprattutto in Gran Bretagna e Svezia. Non tanto per le consulenze online, ma come fonte d’informazione sull’argomento, anche se gli italiani sono ancora in parte dubbiosi sull’attendibilità delle informazioni scientifiche online.
Il 79 per cento dei cittadini interpellati ritiene che l’entità dei finanziamenti destinati alla ricerca sanitaria debba essere aumentata, sia con fondi pubblici che da parte della Ue. Più risorse servirebbero anche per la gestione delle persone anziane. Se i finanziamenti pubblici per la cura e l’assistenza domiciliare degli anziani continuano ad essere ritenuti insufficienti (secondo il 56 per cento del campione), questa percezione varia in modo significativo da paese e paese: i più insoddisfatti sono i francesi (75 per cento), i meno gli inglesi (32 per cento). Per gli italiani ancora tanto resta da fare (61 per cento) e forte è la richiesta (44 per cento) di un incremento degli aiuti a domicilio. Mentre gli svedesi (74 per centro contro la media del 37) privilegerebbero la creazione di nuove case di riposo. In ogni caso, la maggioranza degli europei (54 per cento) è favorevole a un sistema misto di presa in carico delle spese per l’assistenza dei non autosufficienti che associ contributi pubblici e privati.
Donatella Marino
I risultati completi della ricerca sono disponibili su Europ Assistance
- Lunedì 4 Febbraio 2008

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