Altro che battaglia all’ultimo voto nelle primarie. D’ora in poi, la vera partita tra Hillary e Obama si giocherà tutta all’interno del partito. Complice un sistema elettorale a dir poco bizantino, Obama rischia di non raggiungere la maggioranza di delegati necessaria per una candidatura certa alle presidenziali (almeno 2025 su oltre 4000). I due contendenti viaggiano ancora a distanza ravvicinata: all’indomani delle ultime consultazioni, il senatore dell’Illinois avrebbe un vantaggio irrisorio (1117 contro i 1112 di Hillary, secondo i calcoli del New York Times; 1351 contro 1262 secondo le proiezioni di Associated Press). Certo, in palio ci sono ancora oltre 1100 delegati, ma tutto fa supporre che nessuno dei due candidati riuscirà a raggiungere la fatidica quota duemila. O quanto meno a distanziarsi in maniera netta dall’avversario, per mettersi al riparo dai trabocchetti della Convention nazionale di Denver.
Ecco perché già da tempo è partita la caccia ai Superdelegati. Ovvero gli 800 elettori, espressione dell’establishment del partito: ex presidenti e vice-presidenti degli Usa, Governatori, Senatori, Rappresentanti della Camera, funzionari interni. Ad oggi gli endorsement pendono nettamente per la Clinton (189 contro i 144 di Obama), ma il bello deve ancora venire: gli appoggi saranno il frutto di una lunga contrattazione, con scambi di favori e pressioni interne, degne della politica più vecchio stampo. E che, secondo diversi osservatori, finiranno con l’avvantaggiare il candidato meglio integrato nelle logiche di partito: Hillary Clinton.
La Cbs spiega il ruolo dei Superdelegati
Nel tentativo di rendere più trasparente questo sistema, diversi attivisti si stanno mobiltando per fare da “cane da guardia” sul comportamento dei Superdelegati. Tenendo traccia, ad esempio, dei finanziamenti ricevuti in campagna elettorale, spesso determinanti per spostare una preferenza. E denunciando agli elettori i “tradimenti” di fatto. Un esempio? La superdelegata Dennis Cardoza appoggerà Hillary, nonostante nel suo distretto Obama abbia vinto alla grande.
Attraverso una mappa interattiva, Superdelegate Transparency Project permette di conoscere i superelettori del proprio stato e scoprire le loro intenzioni di voto. Un servizio simile è offerto da Superdelegates.org, wiki lanciato da un manager di Google pro-Obama, che spiega a Wired: “Sarebbe davvero sconvolgente scoprire che Obama ha ottenuto un maggior numero di voti e di stati, per poi non essere nominato dal partito”. A mobilitarsi è anche il popolare sito MoveOn che ha inviato ai suoi oltre 3 milioni di iscritti una petizione con cui si chiede di rispettare il voto popolare. Stessa cosa su YouTube, dove si moltiplicano gli appelli.
Una petizione contro il sistema dei Superdelegati
La mobilitazione sta già iniziando a dare i primi frutti. La scorsa settimana un Superdelegato pro-Hillary ha annunciato l’intenzione di spostare la sua preferenza su Obama, dopo la vittoria schiacciante di quest’ultimo nel suo collegio di provenienza.
- Domenica 24 Febbraio 2008
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/febbraio08/primarie/normal_dibattito-3.jpg)


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.