Lo sanno anche le pietre. I cubani di Miami, gli irriducibili di Calle Ocho, hanno sempre votato repubblicano, a differenza del resto dei “latinos” statunitensi, che tradizionalmente votano democratico in un rapporto di due a uno. La storia, tuttavia, non sempre si ripete e, questa volta, in vista delle presidenziali Usa, potrebbero esserci molte sorprese. Soprattutto se il candidato che uscisse vincitore dalle primarie democratiche dovesse essere Barack Obama. L’uomo del turbante, come ormai lo chiamano affatto amichevolmente i supporter di Hillary Clinton, ha infatti chiarito che, se dovesse diventare presidente degli Stati Uniti, farebbe subito “due primi passi” assai graditi alla comunità di Miami: togliere le restrizioni ai viaggi aerei e navali verso l’Avana e azzerare le limitazioni all’invio di rimesse in denaro dagli Usa verso l’isola caraibica introdotte dall’amministrazione Bush nel 2004 e considerate come fumo negli occhi dai cubani in esilio.
Gli esuli del castro-comunismo che oggi risiedono e votano negli States non sono del resto gli stessi di 45 anni fa: circa il 60 per cento di loro è arrivato sulle coste della Florida dopo il 1980 e, in base a due sondaggi (condotti il primo dalla Florida International University e dal quotidiano Sun-Sentinel e l’altro da Bendixen & Associates) per questi “new comers” prima di tutto viene la famiglia: le politiche che aumentano la “tensione” con l’isola caraibica e le sofferenze dei loro famigliari (e sono tanti) rimasti a Cuba sono ritenute dannose. Più che impedire i voli aerei (uno ogni tre anni in base alla legge attuale) e porre barriere all’invio di rimesse in denaro verso la madrepatria (adesso il limite massimo è di 100 dollari al mese) come è stato fatto nel 2004, moltissimi esuli cubani desiderano esattamente il contrario. E per questo oggi sarebbero disposti, in controtendenza con il passato, persino a votare per un presidente democratico anche se finora la nomina di Raúl Castro e degli altri dirigenti è avvenuta chiaramente nel segno della più assoluta continuità politica.
- Mercoledì 27 Febbraio 2008



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