Meno quattro. Con il rilascio degli ex parlamentari Gloria Polanco, Luis Eladio Perez, Orlando Beltran e Jorge Eduardo Gechem, sotto sequestro da sei anni, il numero degli ostaggi in mano alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) è sceso a quaranta. Ma non è solo una questione di numeri. Man mano che gli ostaggi vengono consegnati (nel gennaio scorso avvenne un’altra liberazione, quella di Clara Rojas e Consuelo Gonzalez de Perdomo ndr) le Farc dimostrano sempre più quello che secondo gli esperti internazionali è qualcosa più di un’ipotesi: sono in crisi.
Guarda caso, infatti, quest’ultimo rilascio, è arrivato dopo che l’Fbi ha assestato meno di una settimana fa un duro colpo ai marxisti-leninisti del loro leader Marulanda, alias Tirofijo, grazie alle intercettazioni telefoniche. 39 arresti in 7 paesi, compresi gli Stati Uniti: tra di loro anche un ex carceriere di Ingrid Betancourt, la quale secondo la testimonianza dei quattro ex parlamentari appena liberati, verserebbe in gravi condizioni di salute. In concomitanza con la liberazione degli ostaggi la polizia colombiana ha arrestato a Saboyá, nel dipartimento di Boyacá nell’area centro-orientale del paese, Helí Mejia Mendoza, meglio conosciuto come “Martin Sombra”, guerrigliero storico, dalla fine degli anni ’60. Un durissimo colpo per le Farc reso possibile grazie alle indicazioni di un informatore che adesso riceverà 1, 7 miliardi di pesos, l’equivalente di poco più di 600 mila euro.
Ma a spiegare la crisi dei guerriglieri colombiani a livello internazionale non è solo la strategia di repressione culminata nella sequela di arresti. Da quando, infatti, sono state inserite nella lista delle organizzazioni terroriste dell’Unione Europea, le Farc hanno perso automaticamente interesse e fascino anche tra le frange più radicali della sinistra del Vecchio Continente. Dai governi alle Ong è stato un graduale fuggi fuggi. Secondo i dati dell’intelligence colombiana, in Europa attualmente i rappresentanti ufficiali delle Farc sarebbero circa una trentina, distribuiti tra Svizzera, Belgio, Spagna, Germania, Svezia e Danimarca con l’obiettivo, tra gli altri, di rinvigorire un proselitismo ormai infiacchito. Da qui la scelta, completamente nuova rispetto agli anni ‘80 e ‘90, di scegliere nuove strategie di comunicazione. Dalla rete delle organizzazioni di rifugiati ad Internet. Il portale delle Farc è così diventato una delle quindici pagine web più visitate della Colombia. Ma non basta evidentemente a sostenere un movimento che perde sempre più colpi.
La Betancourt è malata: il video-SERVIZIO
- Giovedì 28 Febbraio 2008


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Marzo 2008 alle 11:00 Chávez, le Farc e lo spettro della guerra in America Latina » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Al presidente venezuelano Hugo Rafael Chávez Frías si riconoscono molte peculiarità: aver raccolto l’eredità di Fidel Castro, aver inventato, a comunismo sepolto, il “socialismo del secolo XXI” e infine avere suggerito al mondo che le Farc, le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia, non sarebbero un gruppo terrorista in crisi bensì degli eroici guerriglieri, ignorandone macchie ed implicazioni con il narcotraffico. Da ieri, a Chavez si può attribuire un quarto traguardo: avere riportato lo spettro della guerra in America Latina. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.