A poche ore dal mini-tuesday americano, che porta al voto Vermont, Rhode Island e soprattutto Ohio e Texas, due stati decisivi per il testa a testa democratico, Panorama.it ha chiesto un parere a quattro volti del piccolo schermo born in the Usa: la Dj Kay Rush, il giornalista economico Alan Friedman, la presentatrice Jessica Polsky, la giornalista Anselma Dell’Olio. E confermando i risultati delle primarie che il “Democrats Abroad” (il ramo ufficiale del Partito Democratico Usa all’estero) ha organizzato lo scorso 5 febbraio in quattro importanti città italiane, il senatore dell’Illinois miete sempre più consensi anche tra i vip americani più conosciuti in Italia. Come il ministro Giovanna Melandri, che ha doppia cittadinanza italiana e americana e aveva già dichiarato di aver votato Barack Obama, anche Rush e Polsky inneggiano al volto nuovo dell’America dei diritti civili e dell’unità nazionale, quel Barack Obama che pure non dispiace né a Dell’Olio (che pure ha votato Clinton) né a Friedman.
Il giornalista di economia globale originario di New York City, conduttore su Sky Italia del talk show Alan Friedman Show e in Rai di Pianeta Economia e Mister Euro, sebbene non abbia partecipato alle primarie, non mancherà l’appuntamento finale di novembre: “Voterò sicuramente e voterò democratico”. E chi vorrebbe ritrovare come candidato? “Vorrei un mix di Barack Obama e Hillary Clinton”. Peccato per lui che non si possa…
Kay Rush, nata a Milwaukee, conduttrice radiofonica e televisiva (da Radio Montecarlo a Hit parade e Discoring), autrice di programmi e scrittrice, ha doppia cittadinanza e ha invece partecipato alle primarie in Italia: “È il primo anno che voto anche alle primarie;” dice, “in passato ho sempre e solamente votato alle presidenziali. Ho votato per Obama, però non sono contro Hillary Clinton. Se sarà lei la candidata per le elezioni a novembre la voterò”.
E perché Obama? “Come background, mi sento molto vicina a lui” spiega la Rush. “Siamo della stessa generazione, con famiglie simili, cresciuti entrambi nel Midwest, quindi con valori e modi di vedere la vita molto simili. Io sono sempre stata a favore delle novità. Più tempo passo in Italia e meno sopporto di vedere le stesse facce con le stesse idee e gli stessi risultati. Io, come quasi tutti gli americani, adoro il Change ed è questo il messaggio forte di Obama. Yes, we can change”. E aggiunge un’altra motivazione alla sua preferenza: “Inoltre, io che lavoro nel campo della comunicazione da oltre venticinque anni, non vedo l’ora di avere finalmente un presidente che sappia parlare bene la mia lingua. Bush è incapace di finire una frase in maniera sensata; sbaglia i verbi, balbetta, divaga, inventa parole… insomma, ascoltarlo è come una martellata in testa. Obama parla benissimo, è un uomo istruito, ha classe ed eleganza come dovrebbe essere il presidente di un Paese così importante”. Nel suo blog Kay segue con interesse il testa a testa tra i senatori democratici.
Jessica Polsky, attrice, conduttrice e ballerina, volto noto di Piloti, Sputnik e Camera Cafè, è nata e cresciuta in Texas, prima di girare il mondo per lo spettacolo e fermarsi in Italia (in attesa ora anche della cittadinanza italiana). “Non ho potuto votare nelle primarie, ma sto seguendo molto gli sviluppi della campagna” ci dice. “Sono una fan convintissima di Obama e penso che abbia davvero la possibilità di effettuare un cambiamento. In un Paese di 304 milioni di persone, migliorare la vita dei cittadini è difficilissimo. E ci vuole una persona davvero speciale questa volta perché erediterà tutti i guai di otto anni di Bush: dovrà prima di tutto fare della “pulizia” in tutti i settori del governo, per poi procedere con delle nuove iniziative”. E Hillary? “Non è affatto male; l’ho persino votata da senatrice di New York quando risiedevo lì. Però lei è decisamente un politico professionista, visto che ha trascorso tutta la sua vita da adulta dentro il labirinto del governo in una veste o un’altra. È matematico che avrà già consolidato le sue alleanze, che dovrà restituire dei favori, che si muoverà con furbizia dentro i giri politici, e perciò non mi posso fidare al 100% delle motivazioni delle sue decisioni. C’è un’aria negli States, la stessa che tira qui in Italia, di voler ribaltare tutto, fare piazza pulita, cercare di riparare i danni fatti dal predecessore. E per realizzare questo ci vuole la cosa più fresca, più nuova, più energica, più giovane, e meno adulterata possibile: un telo vuoto. Obama per noi rappresenta questo. È limpido. È sincero. Ed è il politico meno politico che abbiamo mai visto; cosa molto apprezzata di questi tempi”.
Anselma Dell’Olio, giornalista, moglie di Giuliano Ferrara, è nata in California ma ora è cittadina di New York, oltre che italiana. Fondatrice di New York-NOW (The National Organization for Women) e del New-Free, teatro femminista, non poteva non aver votato la ex First Lady: “Ho votato Hillary Clinton, e non poteva che essere così visto che sono una vecchia femminista. Anche se credo che perderà… Mi sembra comunque molto preparata, la più preparata. Ma mi piacciono tutti e tre i candidati rimasti in corsa, Obama, sì, ma molto anche McCain. Anzi, forse per alcune cose McCain è anche più vicino a me. Ma dopo otto anni di Bush è necessario un cambiamento”.
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- Martedì 4 Marzo 2008

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Commenti
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Il 24 Ottobre 2010 alle 4:19 anna.one ha scritto:
SO, HOW’S THAT HOPEY-CHANGEY THING WORKING OUT FOR YOU?
LOLOLOL
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