
Dal profondo Sud degli Stati Uniti arriva un’altra vittoria per Barack Obama, che si impone in uno Stato, il Mississippi, dove a fare la differenza è il voto degli afroamericani. Per il senatore nero dell’Illinois è un nuovo successo dopo quello in Wyoming del fine settimana e una nuova iniezione di delegati (ne sono in palio trentatre) nel testa a testa contro Hillary Clinton per la nomination presidenziale.
”Stiamo dimostrando che c’è un grande bisogno di cambiamento in questo paese”, ha detto Obama dopo la vittoria, ribadendo di ritenere prematuro parlare di una accoppiata presidenziale con la Clinton, ma si è detto convinto che ”il partito alla convention si unirà dietro il candidato che sfiderà i repubblicani”.
Le primarie nello Stato della magnolia, del blues e del tragico passato segregazionista, sono state caratterizzate da una netta impronta razziale. In uno degli Stati più poveri d’America, con il 36% della popolazione costituito da afroamericani (metà degli elettori democratici sono neri), Obama secondo gli exit polls si è aggiudicato il 90% del voto dei neri, ma solo un terzo di quello dei bianchi. Uno scenario che conferma divisioni analoghe in altre primarie del Sud vinte da Obama in South Carolina, Alabama, Georgia e Louisiana.
In palio in Mississippi c’erano 33 delegati, di cui Obama ha vinto la fetta più grossa (i calcoli definitivi richiederanno qualche tempo). Prima del voto, arrivato dopo 43 tappe in stati e territori americani dove si è votato negli ultimi due mesi, Obama era in testa nella corsa con 1.591 delegati, contro i 1.467 di Hillary Clinton (per la nomination sono necessari 2.025 delegati). Con i successi in Mississippi e in Wyoming, Obama ha praticamente recuperato in termini numerici ciò che aveva perso nel martedì elettorale della settimana scorsa, quando la Clinton si era imposta in Texas, Ohio e Rhode Island (il senatore si era aggiudicato il Vermont).
Ma l’effetto delle vittorie dell’ex First Lady la settimana scorsa è stato soprattutto psicologico e d’immagine, dando la sensazione di un ritorno a pieno ritmo in corsa della Clinton dopo 12 vittorie consecutive dell’avversario. Wyoming e Mississippi difficilmente cambieranno la percezione di una gara ancora del tutto incerta. E la Clinton conta su un’importante vittoria nella prossima tappa, il 22 aprile in Pennsylvania, uno stato dove ha già cominciato a concentrare le proprie risorse.
In attesa del prossimo voto, il partito democratico dovrà cercare di risolvere una questione delicata e difficile: quella dell’eventuale ripetizione delle primarie in Michigan e Florida, due stati puniti con l’annullamento di tutti i delegati per aver votato prima del tempo. I due Stati hanno la possibilità di cambiare lo scenario e forse anche di chiudere la gara, ma non c’è accordo per ora su se e come farli di nuovo votare, anche se sta emergendo l’ipotesi di un voto per posta.
- Mercoledì 12 Marzo 2008

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Commenti
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Il 12 Marzo 2008 alle 10:00 topodifogna ha scritto:
Fa riflettere il fatto che Obama abbia raccolto il 92% dei voti dei neri, mentre Hillary il 75% di quelli dei bianchi. Penso che i grandi elettori democratici ne terranno conto. Non è che avesse ragione Fini e che l’America non sia ancora pronta a un presidente nero?
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