- Tags: Gaza, Gerusalemme, Hamas, Israele, tsahal
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La tregua dell’ultima settimana, se di tregua si poteva parlare, è già finita: l’attacco palestinese che il 6 marzo scorso ha ucciso otto studenti della scuola rabbinica di Gerusalemme e la pioggia di missili Qassam e Grad verso le città di confine non potevano lasciare inerte Tsahal, l’esercito israeliano. E la vendetta è arrivata puntuale. Prima con l’uccisione, nella giornata di ieri, di Mohammed Shahada, capo della Jihad Islamica, anello di collegamento con Hezbollah, e presunto mandante di quella strage della scuola rabbinica. Poi con un nuovo raid questa mattina nel nord della striscia di Gaza, da cui parte il lancio dei missili.
L’operazione di eliminazione di Shahada, supersegreta, è stata compiuta da militari affiancati da uomini sotto copertura delle unità speciali dell’anti-terrorismo. Tutti in abiti civili, hanno affiancato l’auto su cui viaggiavano i quattro miliziani palestinesi (tra cui lo stesso Shahada) in pieno centro di Betlemme e, dall’interno della vettura su cui erano gli agenti, l’hanno crivellata di colpi. Un’operazione rapida che ha subito provocato la reazione dei miliziani, che in serata hanno sparato quattro razzi verso Sderot e colpito un’abitazione. Un lancio senza vittime, ma la tacita tregua era ormai saltata, cancellando la fatica della mediazione egiziana. Agli emissari del Cairo, Hamas aveva indicato proprio nella fine delle incursioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania e nella riapertura di tutti i valichi le condizioni per un cessate il fuoco. Nell’ultima settimana era stata registrata una drastica riduzione della violenza, tanto da indurre un nuovo ottimismo per la sorte dei colloqui di pace, sponsorizzati dagli Stati Uniti, tra Israele e l’Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen.
Le immagini dell’auto di Shahada crivellata di colpi
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Una adolescente turca con una bambola insanguinata durante una manifestazione anti-israeliana a Istanbul
- Giovedì 13 Marzo 2008

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Commenti
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Il 13 Marzo 2008 alle 10:42 nino45 ha scritto:
Certo che devo dire che l’impostazione alla politica internazionale data dal nostro ministro d’Alema, mi sembra alquanto bizzarra e fantasiosa. Esistono delle regole che devono essere preminenti prima di concordare. Nulla contro a coinvolgere Hamas, ma solo dopo che lo stesso risconosca a Israele il diritto ad esistere. Mi sembra talmente lapalissiano ciò, che il non vederlo è inquietante. Come potrei coinvolgere in un dialogo chi vuole la mia distruzione? E’ grottesco.
Il 13 Marzo 2008 alle 18:54 dido1 ha scritto:
Quando tutti gli assassini hezbollah di Hamas saranno fatti fuori, nemmeno allora Hamas riconoscerà lo stato di Israele.
Quindi, caro D’Alema, che collaborazione e che intese puoi fare ed avere da una forza politica feroce e crudele come Hamas?
Ah…… dimenticavo che Hamas ha avuto un successo strepitoso alle elezioni, quindi salito al potere con un voto politico e democratico come in tutti i paesi civili, e quindi Hamas, secondo D’Alema, è da prendere in considerazione per i futuri accordi di pace. Ma fammi il piacere……
Il 13 Marzo 2008 alle 19:59 nicoladiguida ha scritto:
Penso che il problema del terrorismo vada risolto prendendo in considerazione una delle sue cause principali: la povertà, che fomenta appunto la violenza fondamentalista.
http://digilander.libero.it/ni.....index.html
Il 13 Marzo 2008 alle 22:12 clator ha scritto:
Premesso che la povertà non può essere una spiegazione: nel mondo ci sono , dicono, miliardi di poveri, ma non tutti sono degli assassini come i palestinesi. Baffino dice che Hamas ha vinto le elezioni : non ricorda baffino che anche Hitler e Mussolini sono stati eletti dal popolo ? Mi rendo conto che per un comunista pentito le elezioni sono diventate un dogma , ma non esageriamo.
Il 14 Marzo 2008 alle 1:27 aldo1110 ha scritto:
Immaginatevi come concepisce la politica estera il notro (ex.per fortuna)ministro degli esteri!Patteggiare con i terroristi di Hamas,sedersi al tavolo di discussione con Nasrhallah diHezbollah,quasi giustificando il lancio dei razzi Quassam contro Israele.Per poi affermare quasi con sdegno che la reazione israeliana e’ stata spropozionata!L’unico modo per terminare con questo stillicidio, e soprattutto con il terrorismo islamico e’ l’uso della forza.Anche i bambini lo capiscono che attuando come consiglia S’Alema ed altri pieni di buonismo peloso,rimarremo per decenni in questo lurido pantano.La pavidita’ giunta a molta malafede,incrementa il terrorismo.Hamas ha vinto con elezioni libere,dice D’Alema?Bene!Noi rispondiamo ai palestinesi : chi e’ causa del suo mal panga se stesso.
Il 14 Marzo 2008 alle 11:10 asxmur ha scritto:
Penso che Israele non abbia molte chanche se vuole vivere in pace.Hamas è solo un estremista finanziato dagli arabi,riuscire ad avere il riconoscimento e una delle priorità. Dopo la vittoria di Hamas Bush ha messo gli uni contro gli altri, praticamente riempendo di dollari Abu Mazen pensava di poter far fuori Hamas, sottovalutando il popolo palestinese che aveva appena espresso il desiderio di essere governati da Hamas; risultato: Israele rischia di scomparire sotto i missili.
Il 15 Marzo 2008 alle 15:16 aldo1110 ha scritto:
Secondo me,lo stato di Israele,deve continuare implacabilmente ad eliminazioni mirate(vedi 4-5 giorni fa Mohamed Shahada della Jiad Islamica individuato e “neutralizzato” con la scorta composta da assassini come lui).Meno raid costosi dell’esercito,e piu’ mezzi al Mossad, per similari azioni anche fuori dei confini.Un po’ come la perseveranza e determinazione implacabili delle forze speciali tedesche contro la Baader Mainhof le quali a suo tempo risolsero egregiamente il problema.Cerchiamo anche noi europei,di aiutare Israele in questa che e’ l’unica soluzione possibile.Le altre sono solo chiacchiere sterili e molto ipocrite.Questo lo dichiaro con convinzione poiche’,se un malaugurato giorno,lo stato di israele perdesse la pazienza e decidesse dopo un ennesimo massacro di cittadini innocenti,di dare LA LEZIONE,usando armi nucleari,allora si che tutti,specialmente noi europei,pagheremmo per la nostra malapolitica filo terrorista.
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