- Tags: Al Qaeda, Baghdad, Iran, iraq, mahdi, Moqtada-al-Sadr
- Lascia un commento
Le perdite americane in Iraq hanno raggiunto le 4.000 unità. Una cifra simbolica alla quale si aggiungono 308 soldati uccisi tra i contingenti alleati (inclusi 175 britannici e 33 italiani) e almeno 8.000 militari e poliziotti iracheni. Al di là dell’impatto sociale e politico delle perdite sui vari Paesi, queste cifre sono in realtà sostenibili sul piano militare ed equivalgono in media a meno di mille caduti all’anno dei quali circa il 20 per cento (per un totale di 737) è stato vittima di incidenti o di cause diverse dal fuoco nemico.
Per tre anni, tra il 2004 e il 2006, il peso dei caduti americani (il 97% dei quali è morto dopo la presa di Baghdad) risultava ingigantito dall’assenza di una strategia che sembrasse in grado di conseguire la vittoria contro una guerriglia costruita attorno all’alleanza tra nazionalisti sunniti e mujaheddin legati ad Al Qaeda. La situazione è cambiata negli ultimi dodici mesi con il comando delle operazioni affidato al generale David Petraeus che ha utilizzato al meglio i rinforzi, pacificando la provincia di Al Anbar (dove sono stati uccisi il 32% dei soldati americani) e portando dalla propria parte le milizie tribali sunnite. La “Dottrina Petraeus” (qui il reportage del Time a firma di Joe Klein) ha permesso di mettere all’angolo Al Qaeda, le cui milizie oggi sono relegate per lo più nell’area di Mosul e sempre più impopolari anche tra i “resistenti” iracheni.
Il video-servizio Ansa
Dall’inizio dell’anno le perdite americane sono state di 96 soldati contro i 280 del primo trimestre del 2007 mentre le cause di morte sono quasi esclusivamente bombe stradali e attentati suicidi, a conferma che le capacità degli insorti sono limitate alle azioni terroristiche. Prudenti le valutazioni degli esperti militari che evidenziano la necessità di consolidare il miglioramento della situazione sul terreno. Per questo il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di rallentare i piani per la riduzione delle truppe in Iraq che dovrebbero scendere a 130.000 in estate.
Il comando Usa a Baghdad considera oggi che i principali avversari siano le milizie sciite filo-iraniane dell’Esercito del Mahdi guidato da Moqatada al Sadr, responsabili della pioggia di razzi che il giorno di Pasqua ha ucciso 12 civili nella “Zona Verde” di Baghdad e che in queste ore stanno impegnando le truppe governative irachene a Bassora.
I successi conseguiti da Petraeus hanno contribuito a ridurre l’impatto del
conflitto sulla campagna presidenziale americana e oggi neppure Barack Obama
e Hillary Clinton parlano di ritiro immediato delle truppe dall’Iraq.
Il video-servizio (in inglese) di Reuters
- Martedì 25 Marzo 2008
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.