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	<title>Mondo &#187; Il tibetologo: &#8220;Il Dalai Lama sbaglia, e adesso temo un&#8217;ondata di violenze&#8221;</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Il tibetologo: “Il Dalai Lama sbaglia, e adesso temo un’ondata di violenze”</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 11:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.papi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La politica del dialogo e del no al boicottaggio delle Olimpiadi è stata un fallimento: "Vi spiego perché Tengin Gyatso è ormai lontano dalle aspirazioni del suo popolo". Parla Piero Verni, esperto di culture himalaiane e autore dell'unica biografia autorizzata sulla massima autorità spirituale del Tibet. 

<strong> LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/mondo/index.php?tag=tibet">tutti gli articoli sul Tibet</a> - Guarda la <a href="http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=1447"><strong>GALLERY</strong></a>   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-15957"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10025/normal_dalai-lama.jpg" border="0" /></a></p>
<p>Guarda la <a href="http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=1447"><strong>GALLERY</strong></a></p>
<p>Giornalista, autore <a href="http://www.italiatibet.org/fonti/libri/dalailamabiografia.htm">dell&#8217;unica biografia autorizzata sul Dalai Lama pubblicata in Italia</a>, esperto di culture indo-tibetane, l&#8217;ex presidente dell&#8217;<a href="http://www.italiatibet.org/" target="blank">Associazione Italia Tibet</a> Piero Verni, di fronte alla repressione cinese, non ha dubbi: la massima autorità spirituale del Tibet ha perso la presa su una parte del suo popolo. Si è inventato un &#8220;dialogo che non esiste&#8221; e ha avallato, per legittimarsi agli occhi degli &#8220;occupanti&#8221;, prima l&#8217;ingresso di Pechino nel Wto  e infine il no al boicottaggio delle Olimpiadi.<br />
<strong>Non sono ingenerose le sue critiche<a href="http://www.olistica.tv/Default.aspx?tabid=88" target="_blank"></a>?  </strong><br />
Senta: intellettuali del calibro di <a href="http://bernard-henri-levy.blogspot.com/2008/03/i-giochi-olimpici-ci-dicevano-avranno.html" target="_blank">Bernard Henry Levi</a>, lo stesso Sarkozy, il presidente del parlamento europeo Hans Gert-Pottering hanno apertamente  dichiarato di prendere in considerazione l&#8217;ipotesi del boicottaggio. E, di fronte a tutto questo, che cosa fa il Dalai Lama? Si trasforma nel più tetragono assertore delle Olimpiadi. Frena le rivolte. Un drammatico paradosso. Dal punto di vista giornalistico la notizia è proprio questa: Tenzin Gyatso, più che organizzarla, ha &#8220;subito&#8221; la rivolta tibetana.<br />
<strong>Anche <a href="http://blog.panorama.it/opinioni/2008/03/21/romano-dalai-lama-dimezzato/" target="_blank">Sergio Romano, su <em>Panorama</em></a>, sostiene che il Dalai Lama è lontano dalle aspirazioni indipendentiste del suo popolo. </strong><br />
La verità è che la <em><a href="http://new.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=11753" target="_blank">Marcia per il ritorno in Tibet</a></em> partita il 10 marzo da Dharamsala (in India <em>ndr</em>) e considerata il detonatore della protesta si è subito posta su un terreno sideralmente distante da quello del governo in esilio. Non a caso lo stesso Dalai Lama non l&#8217;ha nemmeno citata nel suo annuale  discorso del 10 marzo. In pratica, ha  dato  l&#8217;imbarazzante impressione di voler discolparsi agli occhi dei cinesi, anziché denunciare la repressione di questa Tienanmen sorda e muta che si sta consumando<br />
<strong>Come è nata l&#8217;insurrezione di Lhasa?</strong><br />
Attraverso il tam tam, il passaparola, l&#8217;entusiasmo suscitato dalla  Marcia organizzata dalle cinque organizzazioni della diaspora in India. E in modo del tutto spontaneo. Si capisce: il maglio repressivo cinese ha distrutto qualsiasi embrione di organizzazione tibetana in patria, come è accaduto qualche anno fa alle <em>Tigri del Tibet</em>.<br />
<strong>Lo <a href="http://www.tibetanyouthcongress.org/" target="_blank">Youth Congress</a>, la più radicata e radicale organizzazione non governativa dei tibetani della diaspora, prende in considerazione l&#8217;ipotesi della lotta armata? </strong><br />
Fino ad ora assolutamente no, come dimostra il programma tutto gandhiano della <em>Marcia verso il Tibet</em>. Certo, se non si apriranno spiragli di cambiamento significativo, temo che tutto potrà diventare possibile, anche le scelte più estreme. In linea di massima non è in discussione   la scelta nonviolenta  quanto la richiesta di Tenzin Gyatso di semplice autonomia politica. Perché ora, dopo vent&#8217;anni di inutile ricerca di un dialogo, i tibetani si sono stufati e pongono subito un problema di indipendenza nazionale.</p>
<p><strong>Eppure la Cina accusa la &#8220;cricca del Dalai Lama&#8221;. Perché tagliare i ponti con l&#8217;unico interlocutore possibile?</strong><br />
Lo devono demonizzare, per giustificare il loro no a qualsiasi  trattativa. La verità è che i governanti cinesi non vogliono dialogare con nessuno, né con i miti praticanti della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falun_Dafa" target="_blank">Falun gong</a>, né con le minoranze etniche come gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uiguri" target="_blank">uiguri</a>. Chiudono la porta a qualsiasi confronto perché considerano la dissoluzione dell&#8217;impero sovietico come il risultato della politica di dialogo con i dissidenti di Gorbaciov. Il loro obiettivo, del resto, è chiaro: fare della Cina una Singapore di un miliardo e trecentomila persone.</p>
<p><strong>Ovvero? </strong><br />
Singapore è una realtà avanzatissima e dinamica dal punto di vista di vista economico ma con il massimo del controllo sociale. Pechino pensa, nonostante la sua retorica sulla &#8220;società armoniosa&#8221; e sul &#8220;socialismo di mercato&#8221;,  che il massimo di libertà economica  debba corrispondere al massimo dell&#8217;autoritarismo.</p>
<p><strong>Che cosa rappresenta il Tibet per la Cina?</strong><br />
C&#8217;è lo sfruttamento intensivo di alcune risorse tra cui il legname. Ma non  va nemmeno dimenticato che questa zona potrebbe diventare una straordinaria giostra turistica interna. Il turismo estero, del resto, è lì ormai un fenomeno minoritario. Il Tibet per i cinesi, insomma, è un po&#8217; quello che era il Kashmir per i turisti indiani. E anche sul problema della colonizzazione etnica del Tibet voglio dire una cosa&#8230;<br />
<strong>Dica&#8230;.</strong><br />
I sei milioni di cinesi che <em>obtorto collo</em> vivono in Tibet non sono nulla, dal punto di vista demografico, per la Cina. In Tibet i coloni hanno un <em>turn over</em>, stanno lì in maggioranza per sette anni, poi tornano a vivere nella madre patria. Vanno lì per arricchirsi, possono vivere come cittadini di prima classe, con una serie di privilegi  che i tibetani si sognano.<br />
<strong>C&#8217;è qualche similitudine tra le rivolte in Birmania e quelle in Tibet?</strong><br />
Sono due situazioni non paragonabili. I generali birmani, di cui penso tutto il male possibile, hanno un livello di sofisticazione repressiva infinitamente inferiore a quello dei cinesi. Una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi" target="_blank">Aung San Suu Kyi </a>tibetana non sarebbe certo agli arresti domiciliari. Sarebbe morta o starebbe marcendo nel circuito penitenziario fuori Lhasa<br />
<strong>Previsioni?</strong><br />
Nessuna. Non ricordo un cosiddetto <em>china watcher</em> che abbia previsto Tienanmen. Ho l&#8217;impressione che il livello di esasperazione tra i tibetani sia tale che uno stato d&#8217;agitazione sotterraneo continuerà, accanto alla repressione, fino alle Olimpiadi. Veda, non ho simpatia per le burocrazie occidentali ma, dato che bene o male devono tener conto dell&#8217;opinione pubblica, qualcosa si sta muovendo. E l&#8217;Eliseo, fino a ieri silente, di fronte alle manifestazioni di solidarietà in Francia, è arrivato a non escludere persino il boicottaggio delle Olimpiadi. Ripeto: non ho fiducia nei politici, ma nella capacità della stampa e delle opinioni pubbliche, quello sì.</p>
<p><em>Sposato con una tibetana, Piero Verni, su <a href="http://www.olistica.tv" target="_blank">olistica.tv</a>  cura un blog dedicato alla  situazione politica tibetana. Sulle società   e sulle tradizioni dell&#8217;Himalaya, dell&#8217;India e del Tibet ha anche scritto diversi  libri, tra i quali </em><em>Vivere in India (Milano 1977); </em><em>Guida all&#8217;India</em> (Milano 1973,    5 edizioni); <em>Dalai Lama. Biografia autorizzata (Milano 1990, nuova edizione    aggiornata e ampliata Milano 1998); </em><em>Tibet: le danze rituali dei lama (Firenze    1990), Mustang, ultimo Tibet (Milano 1994). È  autore    di numerosi documentari, tra i quali: Ladak: </em><em>Feste di inverno nel piccolo Tibet; </em><em>Mustang, ultimo Tibet; </em><em>Tibet, cuore dell&#8217;Asia; </em><em>Il mio Tibet.</em></p>
<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-27059"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/upload/marzo08/tibet/nuove/normal_kathmandu2.jpg" alt="[i]18 marzo 2008[/i] - Monaci tibetani in preghiera nel campo profughi Jwalakhel a Kathmandu, Nepal. I monaci stanno facendo da 24 ore lo sciopero della fame a sostegno dei diritti umani in Tibet.&lt;br /&gt; [i](Credits: Ansa)[/i]" border="0" /></a></p>
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		<strong class="poll-question">Repressione in Tibet e diritti umani: l'Italia deve boicottare le Olimpiadi di Pechino?</strong>
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