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Iraq: a Bassora la battaglia che potrebbe decidere le sorti della guerra

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  • Tags: basra, Bassora, George-W.-Bush, Iran, iraq, Moqtada-al-Sadr, Nouri-Al-Maliki
  • 4 commenti

Alcuni civili iracheni tentano la fuga durante l'incendio scoppiato a Bassora, nel sud del paese, causato dai bombardamenti americani lo scorso 28 marzo 2003.

V anno della guerra in Iraq: guarda la GALLERY

Sta scivolando fra le mille notizie di scontri e attentati che da cinque anni segnano le cronache, sempre più stanche, dall’Iraq. Ma da tre giorni a Bassora (la terza città del Paese, porto e terminale petrolifero super-strategico) si sta combattendo una battaglia cruciale: il presidente iracheno Nouri al-Maliki martedì ha lanciato all’attacco migliaia di uomini per riprendere pieno controllo della regione (2,5 milioni di abitanti) che, dopo il ritiro delle truppe britanniche nel dicembre scorso, era via via finita sotto il controllo dei fondamentalisti sciiti finanziati e appoggiati dall’Iran. Un’operazione militare in grande stile, molto pubblicizzata come “una grande campagna condotta esclusivamente dall’esercito iracheno”. Bene, dopo tre giorni di aspri combattimenti (il numero delle vittime resta segreto) l’Esercito di al-Maliki non guadagna terreno e oggi il presidente è stato costretto a chiedere l’intervento degli aerei americani. Oltre che sul concetto di operazione esclusivamente irachena, al-Maliki ha dovuto fare marcia indietro anche sull’ultimatum lanciato alla vigilia dell’attacco: aveva dato tempo ai ribelli fino a domenica per deporre le armi, oggi ha spostato la data all’8 aprile, promettendo denaro a chi consegnerà le armi.
Ma più che la battaglia in sé, quello che preoccupa è soprattutto la possibilità di un’escaltion dello scontro tra gli sciiti iracheni. Il sito Debka, vicino all’intelligence israeliana, riporta sollevazioni in tutto il Sud: il centro di Nassirya sarebbe già nelle mani delle milizie fondamentaliste e sarebbero in corso scontri nelle città di Kut, Hilla, Kerbala, Amara, Diwaniya. Di certo la situazione è critica a Baghdad, dove ieri sera è stato dichiarato un coprifuoco di tre giorni. Il grande quartiere sciita di Sadr city è in subbuglio, si odono spari per le strade e l’ambasciata Usa (all’interno della ultraprotetta Zona Verde) ha ordinato a tutti i dipendenti di restare per quanto possibile all’interno dei bunker e di indossare sempre elmetto e giubbotto antiproiettile.
Lo scoppio di una guerra aperta tra sciiti moderati (che fanno riferimento al presidente) e sciiti fondamentalisti (l’Esercito del Mahdi di Moqtada al-Sadr e le brigate Quds) renderebbe ancora più caotica una guerra civile che finora veniva semplificata nello scontro fra gli sciiti della nuova leadership emersa dopo la guerra del 2003, e i sunniti dell’ex regime di Saddam Hussein.
La battaglia di Bassora viene considerata da molti analisti come “una scommessa in cui al-Maliki vince o perde tutto”: ieri sera George W. Bush non ha fatto mancare il suo appoggio, elogiando pubblicamente il presidente iracheno (”sta riportando il paese alla normalità”). Quasi contemporaneamente il leader fondamentalista Moqtada al-Sadr ha chiesto una soluzione politica della crisi: per oggi pomeriggio è convocata, sotto coprifuoco, una riunione straordinaria del parlamento iracheno.

Bassora: il servizio della Bbc

  • gianluca.beltrame
  • Venerdì 28 Marzo 2008
Veltroni, pellegrinaggio in Spagna per ricevere la benedizione di Zapatero »
« Zimbabwe, sfida a Mugabe

Commenti

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Il 28 Marzo 2008 alle 15:26 topodifogna ha scritto:

Saigon era Disneyland al confronto. Titolo di un (profetico?) libretto degli anni 80. Mi sembra che, invece di migliorare, la situazione in Iraq stia mooolto peggiorando!!

Il 28 Marzo 2008 alle 15:47 cuauhtemoc ha scritto:

E dire che c’è chi, anche in Italia, sostiene che gli americani stiano vincendo la guerra. Hanno cacciato un satrapo, Saddam, e si sono ritrovati l’ayatollah Khamenei. Bello scambio, geniali

Il 29 Marzo 2008 alle 8:45 nhico ha scritto:

I colpi di coda, in una situazione come quella irachena, sono inevitabili. L’importante è tenere sempre la barra salda in mano e non dare tregua ai fomentatori di stragi. Già il tenerli fermi nelle loro tane, mentre gli uomini di buona volontà organizzano democraticamente la loro vita, è una vittoria.

Il 16 Aprile 2008 alle 10:49 Guerra santa a Nassiryah, il covo di Al Sadr » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Quale sia il peso dei miliziani di Sadr è emerso a fine marzo quando l’esercito del Mahdi ha scatenato un’insurrezione in tutto il sud e nel quartiere sciita di Baghdad, Sadr City. Benché gli scontri più violenti si siano registrati a Bassora, il 28 marzo i miliziani hanno assunto il controllo del centro di Nassiryah mantenendolo per alcuni giorni durante i quali negli scontri sono state uccise almeno 15 persone tra le quali 8 agenti di polizia. [...]

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