L’ultima trovata di Robert Mugabe è affamare gli oppositori. In un paese al collasso, l’accesso alla distribuzione di mais, grano e attrezzature agricole sussidiate dallo stato è riservato solo ai sostenitori dello Zanu-pf, il partito dell’ottuagenario dittatore dello Zimbabwe. Lo ha rivelato Human rights watch, uno dei numerosi organismi di tutela dei diritti umani che lanciano l’allarme sull’equità delle elezioni di sabato 29 marzo.
Per la prima volta si vota nello stesso giorno per il presidente, il parlamento e le amministrazioni locali. Una mossa che, nelle intenzioni del padre padrone dell’ex Rhodesia, dovrebbe assicurare una solida maggioranza allo Zanu-pf, trascinato alla vittoria proprio dal «carisma» del suo leader. Mugabe ha negoziato con l’opposizione l’aumento del numero dei deputati e dei loro poteri (spetterà al parlamento nominare il successore del presidente in caso di malattia, dimissioni o morte), ma si è rifiutato di varare una nuova costituzione prima del voto.
Dopo 28 anni al potere, però, per la prima volta Mugabe si trova di fronte un candidato che potrebbe batterlo, almeno sulla carta. Si tratta di Simba Makoni, 57 anni, ex ministro delle Finanze ed ex membro del partito di governo dal quale è stato cacciato come traditore.
La sfida al vecchio leone di Harare arriva dunque dal suo stesso apparato, perché Makoni ha ottenuto il supporto di alcuni esponenti di peso dello Zanu, convinti che la deriva autoritaria del presidente fosse eccessiva. Considerato un brillante moderato, in passato si è schierato contro l’esproprio delle fattorie agli agricoltori bianchi, voluto da Mugabe, decisione che ha dato il via al crollo dell’economia. E da ministro, nel 2000, ha anche raccomandato la svalutazione della moneta. Ed è stato costretto a dimettersi. Oggi l’inflazione galoppa al ritmo del 100.000 (non è un refuso) per cento, l’80 per cento degli abitanti è senza lavoro e circa 3 milioni sono scappati nel vicino Sud Africa in cerca di una vita meno grama.
Ad appoggiare Makoni c’è anche una frangia staccatasi dal principale partito d’opposizione, il Movement for democratic change (Mdc), guidato da Morgan Tsvangirai, antagonista storico di Mugabe e terzo contendente alla presidenza.
L’istituto di analisi International crisis group avverte che Mugabe «è verosimilmente pronto a fare qualsiasi cosa per battere Makoni». E nel caso la commissione elettorale, dominata dal presidente, dovesse dichiararlo vincitore nonostante estesi brogli, la situazione potrebbe deteriorarsi. E la violenza infettare l’intera regione, con masse di profughi in fuga da un paese condannato. (F.R.)
- Venerdì 28 Marzo 2008
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Marzo 2008 alle 13:11 Zimbabwe al voto: quello Stato tornato all’età della pietra » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Le radio clandestine viaggiano sulle onde corte: parla Mugabe rischia la debacle [...]
Il 31 Marzo 2008 alle 15:21 Tsvangirai, il Lech Walesa dello Zimbabwe che tende la mano ai suoi aguzzini » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Oppositore di lungo corso di Robert Mugabe, attivista dei diritti umani ed ex leader del potente Congresso dei Sindacati, Morgan Tsvangirai, 56 anni, è l’uomo nuovo dello Zimbabwe, il Lech Walesa di Harare che promette di porre fine senza bagni di sangue a una delle più longeve (e sanguinarie) dittature del continente africano. All’ala moderata dello Zanu-Pf, il partito di Mugabe che sarebbe uscito sconfitto dalle elezioni, promette un accordo per evitare una nuova stagione di sangue. E a Mugabe, il suo nemico giurato che ha cercato di farlo assassinare per tre volte, garantisce un giusto processo, “ad Harare o all’estero”, perché, assicura, “il nuovo Zimbabwe ha bisogno di giustizia e libertà, non di odio e altri delitti”. [...]
Il 31 Marzo 2008 alle 15:40 Zimbabwe, quale futuro uscirà dalle urne? » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’opposizione annuncia una vittoria schiacciante, ma procedono con estrema lentezza i lavori della Commissione elettorale: finora ha assegnato dodici seggi per ciascuno (su un totale di 210) ai due principali sfidanti, Robert Mugabe e il leader sindacale Morgan Tsvangairai. Secondo i conteggi del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), il partito di Morgan Tsvangairai ha ottenuto addirittura il doppio delle preferenze. “Abbiamo vinto in 96 dei 128 collegi parlamentari esaminati”, ha riferito il segretario generale dell’Mdc, Tendai Biti, “Tsvangairai è al 60 per cento, mentre Mugabe al 30″. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.