A meno di 24 ore dall’inizio del vertice annuale della Nato (in programma a Bucarest dal 2 al 4 aprile), il nuovo atlantismo franco-americano auspicato dal presidente Sarkozy nel maggio scorso, quando entrò all’Eliseo, si è già squagliato sullo scoglio dell’ingresso nell’Alleanza atlantica di Ucraina e Georgia, fino al 1989 nell’orbita sovietica. Il presidente americano, in visita a Kiev, si è detto favorevole a una Nato che sposti il suo baricentro verso Est e comprenda (attraverso il programma di preadesione MAP) anche Georgia e Ucraina, mentre François Fillon, il primo ministro francese, ha già annunciato che voterà contro a un eventuale allargamento a est dell’Alleanza che crei le premesse di una frizione strategica con il Cremlino. Che, tramite il viceministro degli Esteri Grigori Karasin, ha fatto sapere a Washington che un eventuale avvicinamento di Kiev alla Nato “influirà in modo negativo sul sistema di sicurezza europeo”. Un ammonimento che cade alla vigilia di un vertice a 26 dove vige il principio dell’unanimità e dove, accanto alla questione della pre-adesione di Kiev e Tbilisi, si parlerà della questione dell’estensione dello scudo anti-missile a Est, dell’impegno di lungo periodo della missione Isaf in Afghanistan e del possibile veto greco a un eventuale ingresso della Macedonia.
Il videoservizio Ansa
A stemperare le probabili divergenze tra Alleati, con Usa e Canada che spingono per l’allargamento e francesi, tedeschi, spagnoli e italiani che frenano, ci sarà il capitolo afghano: Parigi, che schiera oggi 1600 soldati, ha già promesso altri mille uomini all’Isaf (che oggi conta 47 mila uomini provenienti da 39 Paesi) che saranno schierati a sud a fianco del Canada.
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Il video-servizio di Russia Today (in inglese)
- Martedì 1 Aprile 2008


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Commenti
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Il 2 Aprile 2008 alle 11:15 Summit Nato al via: tutti i nodi sul tappeto » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’allargamento a est dell’Alleanza prevede la prossima adesione di Croazia, Albania e Macedonia ma su quest’ultimo candidato potrebbe abbattersi il veto della Grecia che non riconosce uno stato che abbia lo stesso nome di una regione greca. Più complicata l’ampliamento della Nato a Ucraina e Georgia, le due repubbliche ex sovietiche la cui adesione è fortemente osteggiata da Mosca. Il Cremlino promette “ritorsioni” che in Europa molti temono possano riguardare le forniture energetiche. Per questo Germania, Italia e Francia vorrebbero prendere tempo e solo gli Usa sembrano avere fretta di “arruolare” ucraini e georgiani nel Membership Action Plan (Map), anticamera dell’Alleanza.Tensioni aperte con Mosca anche per il sistema antimissile Usa National Missile Defense) che prevede la realizzazione di basi di intercettori e radar in Polonia e Repubblica Ceca. Basi che i russi considerano invece una minaccia diretta nonostante Bush li abbia esortati a unirsi all’Occidente nella realizzazione di un sistema contro i missili balistici. [...]
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