- Tags: Cisgiordania, Gaza, Hamas, Israele, Palestina, tsahal
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A oltre una settimana dall’attacco palestinese al terminal di Nahal Oz (guarda il videoservizio su Al Jazeera), che ha scatenato nuovi raid israeliani nella Striscia di Gaza, le violenze non accennano a placarsi. Nella sola giornata di ieri sono morte oltre 20 persone (3 soldati israeliani e almeno 18 palestinesi, tra cui un cameraman palestinese dell’agenzia Reuters). Questa mattina due miliziani della Jihad islamica sono stati uccisi a seguito di un’incursione dei soldati di Tsahal, l’esercito israeliano, nella casa dove si nascondevano.
L’uccisione del cameraman Reuters: filma il colpo che lo uccide
Lo stato ebraico, che con i carri armati è penetrato più volte nel territorio governato da Hamas, ha autorizzato ieri la ripresa delle forniture di carburante a Gaza, sospese da una settimana: una richiesta avanzata dall’Unione Europea per il rischio che il blocco paralizzasse anche gli ospedali. Il riesplodere della tensione avviene in un periodo non casuale. Hamas è stato isolato anche dai Paesi arabi e si sente con le spalle al muro. Israele vuole cogliere questa occasione per assestare un colpo decisivo agli integralisti che controllano Gaza e allo stesso tempo obbligare il “moderato” presidente Abu Mazen a scegliere da che parte stare.
Come spiega il sito del giornale israeliano Yediot Ahronoth, Hamas è sempre più isolata e i Paesi arabi temono che la violenza dilaghi in tutta l’area. L’Egitto ha allertato i suoi militari al confine con la Striscia, per evitare che i palestinesi aprano nuovi varchi nella frontiera, come avvenuto mesi fa. I legami di Hamas con l’Egitto, secondo Ynet, sono al minimo storico. “I siriani, d’altronde, hanno invitato Mahmoud Abbas (Abu Mazen) all’incontro della Lega Araba a Damasco”, mentre i membri di Hamas, tra cui Khaled Mashaal (ideologo del movimento integralista a lungo ospitato e protetto dalla Siria), non sono stati ammessi nemmeno come osservatori e questo ha minato seriamente la posizione di Hamas”.
Inoltre, “le trattative con Israele sul caso Shalit (il soldato rapito due anni fa) sono ferme, Hamas non è riuscito ad ottenere il sostegno europeo per la rimozione dell’embargo politico ed economico che subisce, e infine la mediazione yemenita nel tentativo di riconciliare Hamas e Fatah è fallita.”
Restano aperti, invece, i negoziati tra Israele e Abu Mazen. Ehud Olmert sarebbe disposto a restituire all’autorità palestinese il 64% del territorio della Cisgiordania.
Il servizio di Al Jazeera e tutti i video israeliani
- Giovedì 17 Aprile 2008



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Il 28 Dicembre 2008 alle 13:34 “Israele non può vincere militarmente” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Soldati israeliani (Credits foto: Ansa) [...]
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