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Mentre il repubblicano John McCain gira gli Stati Uniti pensando al voto del 4 novembre, il duello all’ultimo voto per la conquista della nomination democratica resta ancora apertissimo. Confermando i sondaggi della vigilia Hillary Clinton è riuscita a vincere le primarie democratiche in Pennsylvania con un margine (55% contro il 45% del rivale) sufficiente a dare nuovo vigore alla sua corsa, a tenere aperta la partita. Il senatore dell’Illinois resta sempre in testa come numero di stati vinti (28 a 16), voti raccolti (800.000), fondi (234,8 milioni contro 175,7 milioni) e soprattutto per numero di delegati: Obama, nell’assegnazione dei 158 elettivi (+ 29 superdelgati) in palio oggi, ne ha conquistati secondo la Cnn 69, contro gli 81 della rivale, portando il calcolo finale a 1719 (di cui 232 superdelegati) contro 1586 (di cui 255 superdelegati).
Difficilmente il risultato in Pennsylvania da solo riuscirà però, come aveva sperato Hillary, a convincere i 300 notabili (su 796) ancora indecisi, il vero terreno di caccia della senatrice. La quale, per cercare di portarli dalla sua parte, non dovrà più sbagliare e continuerà a sostenere (cosa verissima) che ha vinto negli Stati che contano (sette su otto), quelli dove alla fine potrebbe decidersi l’esito del voto presidenziale contro i repubblicani. Lui, Obama, ribatterà che ha quasi doppiato la senatrice per numero di Stati conquistati e ha un consenso molto più diffuso su tutto il territorio nazionale. Probabilmente i due si divideranno abbastanza equamente i 300 voti contesi dei notabili del partito, secondo larga parte della stampa Usa. Quello che è certo è che saranno loro - rappresentativi del vertice del partito - a decidere, assai più dei delegati elettivi, l’esito della nomination. Anche se la rimonta della Clinton, suggerisce la Cnn, potrebbe essere iniziata ormai troppo tardi.
A conferma di che pasta è fatta l’ex first lady aveva immediatamente chiarito alla vigilia, “c’è chi mi vorrebbe fuori ma io non mollo”, perché, l’America ha bisogno di “un presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente”. La senatrice di New York, in forte difficoltà nella raccolta fondi (ha in cassa solo 9,5 milioni di dollari e debiti per 10,3 milioni) a differenza del rivale, con la concretezza che la contraddistingue ha chiesto ai sostenitori di mettere mano al portafogli. Amaro il commento di Obama Barack Obama che ha ammesso la sconfitta ma ha accusato Hillary di aver vinto “spaventando gli elettori… parlando, agendo e votando come George Bush e John McCain. Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori“.
Dall’analisi del voto emerge quanto era chiaro anche in precedenti consultazioni: che i giovani hanno scelto Obama, mentre la Clinton non ha sbancato come previsto tra l’elettorato anziano. Il 62% degli elettori sotto i trent’anni ha votato per il senatore dell’Illinois, contro il 38% che ha scelto l’ex First lady. Tra coloro che hanno più di sessant’anni, invece, il 60% ha preferito Clinton, il 39% Obama. Per l’ex first lady ha votato il 57% delle donne e il 60% dei bianchi; per Obama il 62% degli uomini e l’80% degli afroamericani, comunque minoranza in Pennsylvania. Il 66% dei cittadini dello Stato sono bianchi e solo poco più del 10% afroamericani.
Lo speciale sul New York Times e sulla Cnn
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- Mercoledì 23 Aprile 2008
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Commenti
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Il 23 Aprile 2008 alle 17:30 Clinton e Obama: fate l’amore, non la guerra » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] È senza fine il duello tra Hillary Clinton e Barack Obama per le primarie Usa. E quando l’ex first lady sembra arrancare, eccola tirar fuori un colpo di coda. E così come riguadagnò terreno nel mini-tuesday in Texas e Ohio, per poi perdere in Wyoming e Mississipi, ora recupera di nuovo con la Pennsylvania portandosi a -138 delegati dal rivale (secondo dati Cnn). [...]
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