- Tags: golan, Israele, Recep-Tayyip-Erdogan, siria, Turchia
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“Sebbene il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente siriano Bashar Assad non si siano incontrati personalmente, e per il momento non ci può essere in agenda un incontro di questo tipo, c’è la Turchia a fare da tramite tra i due leader”. A fotografare così la situazione tra due Paesi ancora tecnicamente in guerra, è stato un portavoce del governo siriano ai microfoni del neonato canale arabo della Bbc. Due Paesi - Siria e Israele - ora forse più determinati che in passato a trovare una soluzione all’annosa questione che da decenni li divide: le alture del Golan, attualmente nelle mani degli ebrei e che i siriani vorrebbero che fossero restituite.
Secondo indiscrezioni di stampa, martedì scorso il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan avrebbe telefonato al presidente Assad riferendogli la disponibilità di Israele a restituire questa terra contesa. Indiscrezioni, queste, in un secondo tempo non confermate ma neanche smentite da Tel Aviv. Ai microfoni di una televisione nazionale, Olmert si è limitato a rassicurare che Israele ha ben chiaro quali siano le richieste della Siria, e come questa a sua volta conosca le condizioni poste dagli israeliani per raggiungere un accordo duraturo: la rottura dei rapporti con Hamas ed Hezbollah e l’allontanamento dall’Iran.
La Turchia si trova così a ricoprire un ruolo chiave: in qualità di Paese musulmano e membro della Lega araba può vantare rapporti privilegiati con il suo vicino, la Siria, ma è anche l’unico vero alleato di Israele nella Regione. Da un punto di vista geopolitico, quindi, la sua posizione è più unica che rara, ed Erdogan lo sa bene, apparendo più che mai determinato a ricoprire il ruolo di mediatore tra due nazioni antagoniste. Con gli occhi del mondo (Stati Uniti ed Europa in testa) a guardare. Lo scorso novembre anche il presidente della Repubblica turca, Abdullah Gul, aveva commentato in un’intervista al quotidiano israeliano Maariv che negli ultimi tempi erano state “perse molte buone occasioni per iniziare dei negoziati di pace tra Siria e Israele”.
Il portavoce di Damasco ha assicurato che “il presidente Assad manterrà informato il popolo siriano sugli sviluppi di questa vicenda”, lasciando quindi intendere che nei prossimi mesi potrebbero verificarsi sviluppi interessanti. La condizione imprescindibile per la Siria per raggiungere la pace è nota a tutti: il completo ritiro dell’esercito israeliano dalle alture al confine tra i due Paesi.
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- Giovedì 24 Aprile 2008


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Il 26 Aprile 2008 alle 23:28 Golan: tra Olmert e Assad spunta Erdogan » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo otto anni di stallo, un primo elemento sicuramente positivo c’è: Siria e Israele hanno cominciato a parlarsi di nuovo. In questa fase di “annusamento”, però, entrambe le nazioni hanno ritenuto più prudente, come già segnalato da Panorama.it nei giorni scorsi, affidare la ripartenza dei colloqui di pace a un Paese che come nessun altro può ricoprire questo ruolo: la Turchia. Oggi il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan si è recato a Damasco: un viaggio programmato da tempo in occasione del primo forum economico turco-siriano, ma che ha acquisito tutto un altro valore da quando lo stesso Erdogan, durante un recente colloquio telefonico col presidente Bashar al-Assad, ha prospettato l’intenzione da parte di Israele di restituire le alture del Golan in cambio della pace. Un compito, quello assunto da Erdogan, di sicuro prestigio ma al tempo stesso di non facile realizzazione. Non appena sono infatti trapelate le indiscrezioni di stampa, un gruppo di leader della comunità israeliana residente nella zona contesa ha scritto al primo ministro turco invitandolo a portare avanti la mediazione tra i due Paesi, evitando però di mettere come condizione imprescindibile la restituzione di questo lembo di terra. “Quest’area – hanno spiegato – appartiene alla gente di Israele”. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, gli autori della missiva hanno chiesto ad Erdogan di basare i colloqui seguendo lo stesso modello utilizzato dalla Turchia e dalla Siria per risolvere la disputa relativa alla regione di Hatay, annessa poi alla Turchia nel 1939. L’incontro tra Erdogan e al-Assad sembra essersi concluso positivamente. Il leader turco ha definito infatti “fruttuoso” l’incontro senza però svelare i dettagli del messaggio consegnato al presidente siriano. Proprio quest’ultimo aveva confermato giovedì scorso, in un’intervista ad un quotidiano del Qatar, di esser stato informato della disponibilità del premier israeliano Ehud Olmert a restituire alla Siria, in cambio di pace, il Golan. Le Alture sono state occupate da Israele nel 1967 e dopo 14 anni sono state annesse allo Stato ebraico senza che vi sia stato mai alcun riconoscimento internazionale. I negoziati tra i due paesi sono bloccati dal gennaio 2000, da quando l’allora presidente siriano, il defunto Hafez al-Assad padre dell’attuale raìs, non riuscì con la mediazione americana a riottenere quel territorio, importante sia da un punto di vista strategico, sia per le sue consistenti risorse idriche. [...]
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