Hezbollah Land e militari italiani: guarda le GALLERY
Israele accusa Claudio Graziano, il comandante della missione Unifil in Libano, di aver nascosto deliberatamente informazioni sul rafforzamento militare della milizia sciita di Hezbollah nel Libano, a sud del fiume Litani. Secondo il quotidiano Hareetz, che riporta autorevoli fonti del governo di Gerusalemme, negli ultimi sei mesi sarebbero avvenuti diversi momenti di tensione tra i caschi blu e i miliziani sciiti, dei quali il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è mai stato messo al corrente.
Il dubbio che l’operazione Leonte, dove i soldati internazionali sono chiamati ad agire come semplice “cuscinetto” tra i contendenti, stia insabbiando le attività di Hezbollah cova da tempo tra gli alti comandi dell’esercito israeliano ma è esploso nel corso di una riunione a porte chiuse dopo l’episodio, rivelato di recente, che ha visto la notte tra il 30 e il 31 marzo militari italiani scoprire un carico di armi e tornare alla base sotto le minacce di un gruppo di miliziani. Graziano, secondo gli alti gradi dell’esercito ebraico, “continua a presentare mezze verità nel timore di eventuali conflitti con Hezbollah” .
Quello che secondo Israele il comandante italiano sta mettendo in atto è un’interpretazione quantomeno indulgente del suo mandato ma il cui risultato è quello di svuotare il contenuto della risoluzione 1701 (leggi qui). Secondo una fonte diplomatica delle Nazioni Unite contattata da Hareetz, anche l’incidente di marzo era destinato ad essere cancellato dal rapporto dell’Onu sotto pressioni del segretariato generale del Palazzo di Vetro e di ufficiali in alto grado di Unifil. Uno dei problemi più dibattuti della missione in Libano sono le cosiddette regole di ingaggio, in base alle quali i soldati possono sì usare le armi per disarmare i contendenti ma solo se attaccati.
n
n
- Lunedì 28 Aprile 2008


IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Aprile 2008 alle 12:14 dido1 ha scritto:
Smettiamola di raccontarci barzellette!
Se il nostro generale ha detto che le cose sono andate così, e che per fortuna nessuno si è fatto male, perchè non crederci!
Voler tenere nascosta la notiza? Mai!
Pattugliare il fiume Litani, evitando di infangarsi gli anfibi, controllando che il basco sia a posto, e che il fazzoletto sia intonato con la tuta mimetica, cacchio, non è facile!
Per me la verità la sa solo il “nostro” ex (per fortuna!!!)ministro degli estrei, grande conductor della politica medio orientale, amico e corteggiatore di Hamas che assieme ai suoi assassini hezbollah hanno vinto le democratiche elezioni, Massimo D’Alema.
Se fosse ancora in carica, il “nostro” ministro avrebbe senza dubbio commentato l’articolo israeliano come non pertinente negli affari della democratica nazione libanese, specificando bene che nulla ha a che vedere Israele con la risoluzione 1701 dell’ONU.
E per che cacchio ci siamo andati in Libano?
Per controllare il traffico d’armi tra Siria, Iran, Hezbollah?
Ma se sono tra loro amici, che male c’è a scambiarsi un po’ di armi?
Mah…. io proprio non capisco.
Il 30 Aprile 2008 alle 12:56 Libano: e ora mai più libere per i militari in missione » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo la polemica che dalle colonne del quotidiano israeliano Haaretz ha investito la missione Unifil in Libano, sono tornate al centro dell’attenzione e delle discussioni politiche le regole d’ingaggio per i militari italiani. “Ma questo è un falso problema - spiega a Panorama.it Vittorio Emanuele Parsi, professore dell’Università Cattolica di Milano e massimo esperto di relazioni internazionali - Come sempre le regole sono molto generali. Ciò che sarebbe eventualmente da rivedere sono i caveat (le eventuali restrizioni relative alle caratteristiche e all’area di impiego dei militari ndr) dati dal ministero della Difesa e la loro interpretazione. Ma ancora prima di rivederli, dobbiamo capire se le regole che ci siamo dati sono adeguate agli obiettivi che vogliamo raggiungere”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.