Il miracolo non poteva accadere e non è accaduto: il secondo turno delle elezioni legislative in Iran, svoltosi lo scorso 25 aprile, ha confermato il chiaro successo dei conservatori. I riformisti (quelli che erano riusciti a presentare le liste, superando l’ostacolo delle arbitrarie squalifiche pre-elettorali) hanno recuperato qualche punto rispetto al primo turno del 14 marzo scorso, ma di fatto hanno subito una sconfitta senza possibilità di appello. A prenderne atto è stato anche l’ex Presidente riformista Mohammad Khatami, 65 anni, che ha annunciato il ritiro definitivo dalla vita pubblica con una dichiarazione che la dice lunga sullo sconforto tra le file dei progressisti: “Sono un pensionato della politica, ormai sto invecchiando”, ha risposto ai giornalisti che, al seggio, gli chiedevano se avrebbe sfidato il Presidente ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad nelle presidenziali del 2009.
Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno, Mostafa Pur-Mohammadi, i conservatori si sono aggiudicati 198 seggi, contro i 47 dei riformisti e i 42 degli indipendenti. I tradizionalisti (da cui ci si aspetta comunque una sorta di presa di distanza nei confronti del Presidente) hanno ottenuto una schiacciante affermazione persino nella capitale Teheran, conquistando al secondo turno 10 seggi su 11, che vanno ad aggiungersi ai 19 (su 19) già ottenuti il 14 marzo. All’undicesimo posto figura il primo dei riformisti, Alireza Mahjub, leader storico di un’importante organizzazione sindacale del Paese degli Ayatollah.
L’attenzione sarà a questo punto tutta concentrata nella valutazione della forza e dello spessore delle critiche che i neoeletti saranno capaci di muovere a questo presidente ritenuto responsabile soprattutto di una significativa crescita dell’inflazione. Due settimane fa Ahmadinejad aveva pronunciato un discorso nella città santa di Qom nel quale aveva puntato il dito contro i suoi oppositori, spacciandoli per mafiosi corrotti, responsabili dei problemi dell’economia iraniana. Aveva quindi rimosso il ministro dell’Economia, Davud Danesh-Jafari, che però, per tutta risposta, lo aveva tacciato di incompetenza. E certo non possono dirsi migliori i rapporti del Presidente con l’apparato giudiziario: l’ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha dichiarato, riferendosi chiaramente a lui, che “ogni affermazione deve essere circostanziata e deve evitare slogan ed esagerazioni. La falsa propaganda va evitata perché porta al turbamento dell’opinione pubblica”.
- Lunedì 28 Aprile 2008




LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Aprile 2008 alle 21:59 cuauhtemoc ha scritto:
In Italia vince la destra, in Iran vince la destra. C’è un vento di destra nel mondo.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.