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Cause climatiche e commerciali potrebbero riuscire dove negli ultimi anni hanno fallito l’agenzia Droga e Crimini dell’Onu, le autorità afghane e gli anglo-americani. Il raccolto di papavero da oppio in Afghanistan, che ha preso il via in questi giorni, subirà infatti un calo fra il 30 e il 50 per cento rispetto al record del 2007 a causa del rigido inverno che ha ucciso molte piante e compromesso la germinazione del papavero. Lo riferisce il Financial Times citando fonti dell’ufficio antidroga dell’ambasciata britannica a Kabul. Londra ha del resto assunto anni or sono la responsabilità del sostegno al governo afghano per la lotta all’oppio investendo miliardi di dollari e arruolando numerosi contractors privati che affiancano la polizia antidroga di Kabul. Le ricognizioni aree britanniche hanno dimostrato che se la superficie coltivata a oppio è ancora pari a 193.000 ettari è però altrettanto vero che quest’anno vi sono meno piante e la gran parte di quelle fiorite sono più piccole del solito. A ridurre il raccolto di oppio ha contribuito anche l’aumento dei prezzi dei cereali sui mercati internazionali che rendono più conveniente la
coltivazione di gran rispetto agli anni scorsi.
Al tempo stesso l’abbondante produzione afghana di oppio (pari al 93 per cento di quella mondiale) ha determinato un forte ribasso del prezzo sceso dai 125 dollari al chilo del 2006 ai 91 dollari nel 2007.
Coltivare grano sta diventando per i contadini afghani più conveniente, oltre che legale, evitando così il rischio di farsi distruggere i raccolti dalle
forze antidroga britannico-afgane o dai diserbanti impiegati dai velivoli della Drug Enforcement Agency americana.
- Martedì 29 Aprile 2008
![Nel 2006 in Afghanistan erano coltivati a oppio 165mila ettari, equivalenti al 3,65 per cento del terreno agricolo del Paese, con 2,9 milioni di contadini coinvolti pari al 12,6 per cento della popolazione. Ogni ettaro rende 37 chili d'oppio, la produzione nazionale stimata è di 6.100 tonnellate. Il valore complessivo dell'oppio prodotto è pari all'11 per cento del Pil afghano se valutato sul prezzo all'origine, quello a cui vende il coltivatore. Alla frontiera, invece, le cose cambiano: in mano al trafficante, la stessa merce ha un valore pari al 46 per cento del Pil. Dopo la caduta dei talebani il prezzo all'origine è crollato. Nella foto un uomo ringrazia Dio per l'abbondanza del raccolto. </p> <p>Foto tratte da [i]Narcotica[/i], di Alessandro Scotti, [url=http://www.isbnedizioni.it/]Isbn Edizioni[/url]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_scotti4.jpg)

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