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Reparti di polizia in Piazza Taxim durante il Labour Day del 2007
Il Primo maggio non è un giorno di festa in Turchia. È un giorno di scontri, di manganellate, di lacrimogeni che riempiono l’aria, di sangue che bagna le strade. Il Primo maggio in Turchia è la data in cui, ormai trentuno anni fa, in piazza Taxim, nel centro del versante europeo di Istanbul, trentasei persone persero la vita. In parte (cinque) colpiti da proiettili sparati non si è mai saputo bene da chi, in parte travolti dalla folla terrorizzata. In un angolo di questa enorme piazza esiste ora un’anonima scultura: unica traccia di quel giorno che i turchi ricordano come il “Primo maggio di sangue”. Da trent’anni, in questo luogo, qualsiasi manifestazione pubblica è rigorosamente “yasak”: proibita.
1° maggio 2007
In un maldestro tentativo di venire incontro alle richieste dei sindacati, il governo ha recentemente deciso che tale data sarà d’ora in poi conosciuta come la “Giornata del Lavoro e della Solidarietà”, senza però che diventi festività nazionale poiché, ha spiegato il portavoce dell’esecutivo Cemil Cicek, “sarebbe troppo costoso per l’economia del Paese”. Il prefetto di Istanbul, Muammar Guler, ha ribadito che se i sindacati organizzeranno la manifestazione a Taxim, come hanno detto di voler fare, il corteo sarà ritenuto illegale, in quanto non autorizzato, e quindi sarà disperso con la forza. Ufficialmente, alla base della decisione di vietare manifestazioni in questa piazza ci sarebbero problemi di carattere logistico: di fatto piazza Taxim è molto trafficata (alle automobili private si sommano i punti di raccolta di autobus e taxi) e rappresenta un punto di passaggio per milioni di persone ogni giorno. Guler ha quindi ricordato che la manifestazione può essere ospitata in luoghi giudicati più idonei dalla Prefettura, per i quali l’autorizzazione è disponibile senza problemi, e ha chiesto ai sindacati di tenersi lontano dalle provocazioni. La cittadinanza è stata inoltre avvertita del fatto che “la polizia è stata autorizzata ad usare la forza in proporzione al livello di pericolo della manifestazione”. Il Primo maggio dell’anno scorso la polizia sparò in aria diversi colpi di pistola e fece abbondante uso di idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti determinati a raggiungere la zona proibita. La polizia riferì del fermo di circa 600 persone e i sindacati denunciarono l’arresto di sei loro dirigenti. Anche alcuni giornalisti rimasero feriti.
- Mercoledì 30 Aprile 2008

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Commenti
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Il 11 Marzo 2009 alle 2:51 elisa_80 ha scritto:
azz, quest’anno organizzo la vacanza ponte del primo maggio in Turchia, e prendo qualcuno dei miei colleghi con me.
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http://www.trycatch.it/Lavoro......aspx
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