La Repubblica Popolare è in fibrillazione per l’apertura, domani, del ponte di Hangzhou Bay, il viadotto di 36 chilometri che collega Shanghai e Ningbo. Orgogliosi di aver costruito in pochi anni (i lavori sono iniziati a giugno 2003 e sono stati ultimati con ben otto mesi di anticipo) il ponte più lungo del mondo su un braccio di mare, i cinesi sono pronti a inaugurarlo in corrispondenza di una delle più sentite festività nazionali.
Pagando un pedaggio di 80 yuan (7,5 Euro circa), gli utenti ridurranno di ben 120 chilometri la distanza tra Shanghai e Ningbo - 2 ore circa i tempi di percorrenza - rendendo quindi molto più efficienti i collegamenti nell’area del delta del fiume Yangtze, una delle regioni economiche più vivaci della Cina.
Sin dal giorno dell’inaugurazione, le autorità locali si aspettano che dalle sei corsie del viadotto transiteranno quotidianamente almeno 40.000 automobili, e la media giornaliera dovrebbe alzarsi a 100.000 vetture entro il 2026. Il ponte di Hangzhou Bay (guarda il sito) è innovativo anche da un altro punto di vista: è la prima volta che, in Cina, investitori privati vengono coinvolti in un settore strategico quale è quello delle infrastrutture. Nello specifico, i privati hanno coperto circa il 50% dei costi complessivi, stimati sui 11.8 miliardi di yuan, equivalenti poco più di un miliardo di Euro. Gli amministratori del viadotto di Hangzhou Baypensano anche che i costi del progetto verranno recuperati in un massimo di 15 anni, sicuri che il nuovo collegamento stimolerà sia l’economia che il turismo dell’area che circonda Shanghai.
Dal punto di vista del turismo, già da domani diventerà possibile spostarsi in giornata nelle località che si trovano a nord e a sud del golfo, come l’arcipelago di Zhoushan o le vecchie città di Jiaxing e di Cixi. Dal punto di vista economico, il distretto di Hangzhou Bay ha mantenuto negli ultimi cinque anni un tasso di crescita del 50%, e gli esperti sono convinti che, non appena il ponte diventerà operativo, i benefici di tale crescita galoppante verranno estesi anche ai distretti circostanti. L’obiettivo finale, conferma il vice-direttore del progetto Jin Jianming, consiste nel trasformare il delta del fiume Yangtze nella sesta zona urbana più grande del mondo, dopo Parigi, Londra, New York, Tokyo e Chicago.
- Mercoledì 30 Aprile 2008



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