Da Hong Kong
Guarda la GALLERY
Continua a salire, in Cina, il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito la provincia occidentale del Sichuan. Per il momento la stima ufficiale resta ferma a 12.000 vittime, ma ci si aspetta un tragico aggiornamento dal momento che i 1.300 soldati che hanno raggiunto la località di Wenchuan, epicentro del sisma, nella speranza di liberare dalle macerie qualche cittadino ancora in vita, hanno stimato la presenza di ben 18.645 persone nella città di Mianyang, vicina all’epicentro, rimasti sepolti da massi e detriti. 3,629 sono già morte secondo quanto riferisce la Bbc. Ancora difficili da quantificare i danni materiali provocati dalle scosse di ieri, e non è stato confermato se la forte scossa di assestamento registrata questa mattina (8.10 ora italiana) a Chengdu, capoluogo del Sichuan (scala richter 6.1), abbia fatto crollare nuove strutture. Intanto si diffonde il panico per il ritardo nei soccorsi: molti abitanti dei paesi circostanti si stanno spostando proprio a Chengdu nella speranza di trovare lì acqua, elettricità, e altri generi di prima necessità.
50 mila soldati. Le operazioni di soccorso che impegnano 50mila uomini dell’Esercito di Liberazione Popolare, affiancati da agenti della Polizia Armata del Popolo e da volontari, sono coordinate da Chengdu dal premier Wen Jiabao in persona. La maggior parte delle località colpite dal sisma è rimasta isolata, e fino a ieri non sono state raggiunte poiché maltempo e scarsa visibilità hanno impedito l’atterraggio degli elicotteri dell’esercito. Oggi, lo Stato Maggiore ha dato l’ordine di far intervenire quanti più paracadutisti possibili per portare cibo, medicine e tende ai feriti. Il loro intervento è però reso difficile dalla pioggia battente che ha di fatto reso impraticabili gran parte delle strade. Ancora il governo sta cercando di trovare un modo per installare basi di comunicazione satellitare ripristinando così i contatti tra le diverse provincie anche per coordinare meglio gli aiuti.
La Cina e il mondo. Il Governo di Pechino - che ha detto sì agli aiuti, ma non ancora all’arrivo del personale umanitario - ha ringraziato tutti i membri della comunità internazionale che hanno espresso la propria disponibilità ad inviare aiuti alla Repubblica Popolare. Tra questi la Commissione Europea, gli Stati Uniti e l’Italia, ma l’unico Paese che già da ieri aveva radunato squadre di soccorso, elicotteri e altre unità di crisi in modo che fossero pronte ad intervenire non appena la Cina avesse richiesto ufficialmente assistenza è il Giappone: l’ennesimo segnale di distensione tra le due potenze inviato nell’arco di pochi giorni.
Guarda il video-servizio
E la fiaccola olimpica… Sempre in mattinata, Pechino ha diffuso un comunicato in cui afferma che il percorso della fiaccola olimpica - attesa proprio nel Sichuan dal 13 al 19 giugno - non verrà né deviato né rallentato dal terremoto, con l’intento di dimostrare, ancora una volta, che la Cina è una grande potenza, in grado di far fronte a qualunque tipo di emergenza. A sua volta il comitato organizzatore ha dichiarato che la cerimonia del percorso - che non cambierà - sarà comunque resa più sobria meno per rispetto verso le vittime del terremoto.
四川地震 (Terremoto nello Sichuan)
- Martedì 13 Maggio 2008



LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Luglio 2010 alle 10:27 Cina: oltre 700 morti per alluvioni - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] dieci anni. E una delle regioni più colpite, purtroppo, è di nuovo il Sichuan, già devastato dal terribile terremoto del maggio 2008. Che il nord-ovest e la zone centrale della Cina fossero a rischio alluvioni si sapeva, ma nessuno [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.