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Dopo giorni di violenti scontri tra sostenitori della maggioranza anti-siriana e dell’opposizione guidata dal gruppo sciita Hezbollah sembra che la situazione in Libano stia tornando alla normalità. Nel pomeriggio di ieri la Lega araba ha infatti annunciato che le fazioni rivali hanno raggiunto un accordo per uscire dalla crisi e i colloqui riprenderanno oggi a Doha, in Qatar. In serata è stato riaperto l’aeroporto internazionale della capitale libanese, chiuso da una settimana.
Accordo in sei punti. In base all’accordo in sei punti che è stato annunciato a Beirut dal primo ministro del Qatar, Hamad ben Jassem Al-Thani, che ha guidato la delegazione della Lega araba in Libano, maggioranza e opposizione si sono impegnate a proseguire i colloqui per un governo di unità nazionale e una nuova legge elettorale.
L’accordo prevede anche l’elezione alla presidenza della Repubblica del comandante dell’esercito, il generale Michel Suleiman, e la rimozione delle tende di Hezbollah, montate al centro di Beirut nel novembre 2006, all’inizio della protesta contro la maggioranza antisiriana. Le fazioni hanno inoltre accettato di non utilizzare le armi e di contribuire a consolidare l’autorità dello Stato su tutto il territorio libanese.
Sud del Libano. Al di là del linguaggio diplomatico a uscire vittorioso dal confronto è il movimento Hezbollah che è riuscito a impedire al governo filo occidentale di smantellare la sua rete clandestina di comunicazione, comando e controllo e ha dimostrato nei combattimenti di poter sconfiggere agevolmente le milizie rivali. L’unico settore del Libano che non ha registrato scontri è quello meridionale dove, tra il fiume Litani e il confine israeliano, sono schierati i 12.400 militari di Unifil guidati dal generale Claudio Graziano.
Una calma dovuta essenzialmente all’assenza di rivali di Hezbollah che controlla ogni angolo del territorio e i movimenti delle truppe dell’Onu e dei 15.000 soldati libanesi dislocati nel sud. Truppe che non hanno mai disarmato nessuna milizia, tanto meno gli Hezbollah, nonostante le decine di depositi di armi, convogli e bunker segnalati al comando libanese dai caschi blu. La risoluzione 1701 dell’Onu attribuisce infatti alle truppe regolari libanesi l’autorità di disarmare le milizie, un compito per il quale possono chiedere il sopporto di Unifil anche se finora non lo hanno mai fatto.
Il problema dell’Unifil. La crisi che sta destabilizzando il Libano rischia di lasciare Unifil senza interlocutori affidabili a Beirut con i caschi blu schierati in un’area dove Hezbollah ha fatto affluire indisturbata armi di ogni genere. Un rapporto dell’Onu riferisce che i miliziani sciiti hanno ottenuto da Iran e Siria 30.000 razzi katyusha e centinaia di missili antiaerei e anticarro sufficienti a combattere un’altra guerra contro Israele. La destabilizzazione del Libano non lascerebbe indifferente Gerusalemme con il rischio che i caschi blu si trovino tra due fuochi e senza la possibilità di difendersi adeguatamente.
Le basi di Unifil non sono infatti state realizzate per una forza combattente ma sono per lo più presidi mal difendibili disseminati sul territorio per agevolare le attività di pattugliamento in un ambiente non ostile. I caschi blu risultano quindi molto vulnerabili a imboscate e attentati poiché pur disponendo di una decina di battaglioni non possono esercitare un reale controllo del territorio che, considerata l’inefficienza dell’esercito libanese, resta saldamente nelle mani di Hezbollah.
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- Venerdì 16 Maggio 2008


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Il 19 Maggio 2008 alle 9:44 Libano: i latrati di Bush da 60 morti - Agora’ di cloro ha scritto:
[...] Bush latra alla luna in attesa di andarsene in pensione a rimuginarsi il passato da presidente ed ex alcolista. Sperando di avere presto dei nipotini da addestrare nel ranch texano a fare i piccoli marines. Ormai, aspettando il suo successore, non resta altro da sperare. In Libano le paure Usraeliane sono le seguenti: 1)che Hezbollah tiri i suoi missili in Israele (contro una base nucleare bellica) ,2) che si faccia invadere dalla Siria,3) che proclami una rivoluzione islamica come quella di Khomeini sotto la guida degli iraniani. In nome di queste paure, Bush ha stimolato a dovere il presidente-servo Fouad Siniora, affinchè scompaginasse il fragile equilibrio che in Libano è seguito all‘invasione israeliana del 2006, invasione respinta (lo ripetiamo fino alla nausea) da Hezbollah, perchè se aspettavano l’esercito di stato, a quest’ ora il Libano sarebbe un immenso campo profugi stile Gaza, con un quantitivo ancor piu’ impressionante di morti e mutilati di quelli che han fatto con il milioneeottocentomila cluster bomb gentilmente offerte dall’aviazione israeliana. Fouad Siniora, lo ricordiamo, aveva preso, su commissione di USA-Israele una serie di misure atte ad indebolire la rete comunicativa di Hezbollah sul territorio. A queste misure Hezbollah ha risposto con un’ azione di “resistenza civile” che ha provocato scontri di strada, in cui complessivamente han perso la vita 60 persone mentre 250 son state ferite. Gli scontri sono stati gestiti dall’esercito nazionale con una tattica difensiva, sapendo di avere anche la fazione cristiana dalla sua parte. Il merito è del generale Suleiman, che ha permesso che gli scontri non degenerassero in guerra civile. Invece i mercenari di Jumblatt (che si nascondono dietro la dicitura di “partito socialista” mentre sono al soldo degli occidentali) hanno tentato fino all’ultimo di destabilizzare il paese. Poichè però la volontà di Hezbollah è decisamente orientata a mantenere pace, indipendenza e convivenza sociale, soo riusciti ad ottenere un accordo che preveda, sostanzialmente, di accettare a deporre le armi in cambio del ritiro dei provvedimenti governativi da servi che Siniora aveva preso. Gli accordi verranno discussi e completati a Doha, in Qatar, con la mediazione della lega araba. Spero, incrociando le dita che non succeda qualcosa nel frattempo e che i ricconi privilegati riuniti a Doha non si facciano comprare, altrimenti ne andrà della pelle di tanta gente. Nell’articolo sopralinkato, tutti i particolari in cronaca. Se però voleste saperne di piu’ consultate la stampa straniera, perchè da quel che ho letto, Giornali italiani che dicano le cose come stanno, non ne ho letto manco uno. Ah poi c’è da parlare del ruolo dell’Unifil in tutto questo, ma piu’ avanti… Segnala presso: Tags: Guerra, Imperialterrorismo, Israele, libano, USA You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. [...]
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