
Oscar Pistorius potrà correre alle Olimpiadi: il campione sudafricano gareggerà con le sue protesi di carbonio nelle competizioni atletiche di Pechino. La decisione è arrivata oggi dal Tas, il Tribunale d’arbitrato sportivo, dopo la squalifica a gennaio della Iaaf, la federazione internazionale di atletica.
Uno studio compiuto da esperti dell’università di Colonia aveva accertato che la protesi in fibra di carbonio, con cui Pistorius corre, “gli offrono chiari vantaggi meccanici e di conseguenza non può partecipare alle gare che si svolgono sotto l’egida della Iaaf”. Secondo il Tas, invece, non si hanno abbastanza informazioni scientifiche per dimostrare che Pistorius riceve un vantaggio dalle sue protesi.
A sostenere il corridore in questi ultimi due mesi è intervenuto un vasto movimento d’opinione. Alcuni giorni fa il gruppo musicale Negramaro ha dedicato a Pistorius “Via le mani dagli occhi”, un singolo dall’ultimo album “la Finestra”. Ma il tam tam di solidarietà con il campione sudafricano è stato propagato soprattutto attraverso internet. Alcuni hanno lanciato petizioni online da inviare all’Iaaf come questa: “Lui non si è mai abbattuto. Intanto Oscar corre. Arriva agli allenamenti in macchina, scende camminando su gambe finte ma ‘normali’, tira fuori dal portabagagli le sue lame di carbonio, si cambia gli arti e comincia a correre. In attesa di un via libera per l’Olimpiade”. Altri hanno partecipato all’attesa di Pistorius nei loro blog, anche in Italia. Come “vdcbambi”, disabile: “La cosa curiosa è che camminare con le protesi diventa un ostacolo per partecipare alle Olimpiadi perché esse procurano un indubbio vantaggio a questo atleta nei confronti degli atleti normodotati. Insomma se per lui il suo handicap non è un problema, per gli altri atleti normodotati lo è”.
La canzone dei Negramaro “Giù le mani dagli occhi”
L’atleta ventunenne è nato a Pretoria con una grave malformazione (non aveva i talloni), per questo motivo all’età di undici mesi gli hanno amputato entrambe le gambe. Negli anni del liceo ha praticato il rugby e la pallanuoto, poi un infortunio lo portò all’atletica leggera, dapprima per motivi di riabilitazione, poi per scelta.
Alle Paralimpiadi di Atene, all’età di 17 anni, Pistorius vinse il bronzo sui 100 metri e l’oro sui 200, battendo anche atleti amputati singoli piu’ quotati di lui, come gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure. Fin dal 2005 ha espresso il desiderio di poter correre coi normodotati alle Olimpiadi di Pechino 2008. La Iaaf il 13 gennaio scorso ha respinto questa richiesta, sostenendo che “un atleta che utilizzi queste protesi ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi”.
A giugno dello scorso anno gli organizzatori del Golden Gala di Roma lo ammisero a competere al Golden Gala tra i normodotati nel gruppo B dei 400 metri e il sudafricano si è piazzato al secondo posto.
- Venerdì 16 Maggio 2008

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